La UEFA ha sanzionato il Benfica per gli insulti razzisti rivolti a Vinícius Jr. L'episodio è avvenuto il 17 febbraio scorso, durante la partita d’andata degli spareggi di Champions League contro il Real Madrid, disputata allo stadio da Luz di Lisbona.

La decisione prevede una multa di 40.000 euro per il club portoghese e la chiusura parziale dello stadio. Questa pena è stata sospesa per un anno e diventerà effettiva solo in caso di nuovi episodi discriminatori da parte dei tifosi del Benfica.

Le ulteriori misure disciplinari

Oltre alla multa principale per gli episodi di razzismo, il Benfica ha ricevuto ulteriori sanzioni per altri comportamenti illeciti.

Il club dovrà versare 25.000 euro per il lancio di oggetti in campo e 8.000 euro per l'uso di laser puntati verso il terreno di gioco.

È stata inoltre disposta la squalifica del secondo allenatore del club per comportamento antisportivo, completando il quadro delle misure disciplinari imposte dall'organo di governo del calcio europeo.

Il contesto dell'episodio

I fatti che hanno portato alla sanzione risalgono al 17 febbraio, giorno in cui Vinícius Jr ha segnato il gol decisivo per il Real Madrid. Durante la celebrazione della rete, il calciatore ha denunciato di aver ricevuto insulti razzisti da parte del pubblico portoghese. Le accuse hanno coinvolto anche l'attaccante del Benfica, Gianluca Prestianni, il quale è stato sospeso in via precauzionale per la partita di ritorno, in attesa di ulteriori sviluppi.

L'inchiesta della UEFA relativa all'incidente è tuttora in corso, con l'obiettivo di accertare tutte le responsabilità individuali e collettive. La sanzione inflitta al Benfica riafferma con fermezza la politica di tolleranza zero della UEFA contro ogni forma di discriminazione nel calcio, promuovendo un ambiente sportivo inclusivo e rispettoso.