Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, ha espresso una posizione chiara e articolata all’ingresso dell’assemblea della Lega Serie A, convocata per discutere e valutare il candidato alla presidenza della Figc. Carnevali ha affermato che “Malagò è una persona sicuramente adatta per gestire una Federazione, è una persona di grande capacità, lo ha dimostrato in questi anni”, riconoscendone le qualità e l'esperienza. Tuttavia, ha anche sottolineato la necessità di un confronto più ampio, aggiungendo: “sicuramente credo che possa essere adatta al nostro movimento, ma dobbiamo capire se ci può essere qualche altro candidato”.

L'amministratore delegato del Sassuolo ha enfatizzato l'importanza del dialogo tra tutte le componenti del calcio italiano. “Dialogare con tutti sarà la parte fondamentale, chi ci sarà deve dialogare con le altre componenti”, ha dichiarato. Carnevali ha ribadito con forza il ruolo cruciale della Serie A nella scelta del futuro presidente federale: “La Serie A deve essere determinante per la scelta di un presidente, negli ultimi anni purtroppo sono state fatte scelte determinate da leghe inferiori. Il calcio deve cambiare in modo drastico e noi come Lega Serie A dobbiamo determinare questo”. Un appello, dunque, a un maggiore protagonismo della massima serie per guidare la trasformazione necessaria.

Carnevali ha poi evidenziato le criticità e i limiti intrinseci del sistema calcistico attuale. “Ho dei dubbi, spero che questa persona possa cambiare tutte queste cose che oggi non funzionano, ma sarà complicato”, ha ammesso, descrivendo il contesto come un “sistema ingessato”. Ha sottolineato l'urgenza di “cambiamenti radicali e importanti”, pur riconoscendo che tali trasformazioni richiederanno tempo e un approccio olistico. “Non c’è da valutare solo quella che può essere la nazionale maggiore, ma valutare un po’ tutto il sistema”, ha concluso, ampliando la prospettiva oltre la sola squadra nazionale.

Il contesto attuale del calcio italiano

La riflessione di Carnevali si inserisce in un momento di profonda incertezza e forte tensione all'interno del calcio italiano, aggravato dalle recenti dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza della Figc.

La Lega Serie A si trova ora di fronte alla responsabilità di individuare un candidato che sia non solo credibile, ma anche in grado di avviare e guidare una fase di riforme profonde. L'obiettivo è superare la percezione di un sistema rigido e poco reattivo, capace di rispondere efficacemente alle sfide contemporanee del mondo del pallone.

Candidature e scenari futuri

La candidatura di Giovanni Malagò, sebbene sostenuta da alcune delle principali società di Serie A, si presenta come una figura potenzialmente divisiva a livello politico. Il dibattito è aperto su possibili alternative, con nomi come Albertini e Tommasi che emergono tra le ipotesi. Si valuta inoltre un possibile coinvolgimento di figure tecniche di spicco, quali Maldini o Costacurta, all'interno dei settori federali, per apportare competenze specifiche e visione strategica.

La realizzazione di una candidatura unitaria, tuttavia, appare complessa e dipenderà in larga misura dalla capacità di costruire una coalizione ampia, che sappia includere e armonizzare le diverse componenti del calcio, dalle leghe professionistiche a quelle dilettantistiche e tecniche.