Jeremy Boga si sta rivelando uno degli acquisti più azzeccati degli ultimi anni per la Juventus. Arrivato lo scorso gennaio quasi in sordina dal Nizza, l’esterno ivoriano non sembrava destinato a un ruolo da protagonista. Il rendimento negativo in Francia e la concorrenza nel reparto offensivo lo avevano inizialmente relegato a semplice alternativa, un possibile vice di Yildiz utile per dare respiro al talento turco nelle partite meno impegnative. Con il passare delle settimane, però, la situazione offensiva dei bianconeri è cambiata radicalmente e Boga si è ritrovato improvvisamente al centro del progetto tecnico, sfruttando al meglio l’occasione concessa da Luciano Spalletti.
Da alternativa a titolare: l’intuizione di Spalletti
La coincidenza di diversi problemi, tra scelte tattiche e acciacchi fisici, ha costretto l’allenatore bianconero a ridisegnare l’attacco. In questo contesto Boga è stato utilizzato come prima punta di un tridente completamente mobile, una soluzione che inizialmente sembrava temporanea ma che si è rivelata sorprendentemente efficace. L’ex Nizza ha risposto con prestazioni convincenti, mostrando qualità tecniche, rapidità e una capacità di attaccare gli spazi che ha messo in difficoltà le difese avversarie. In nove gare disputate con la maglia della Juventus, il classe ’97 ha collezionato quattro gol e un assist, numeri che certificano l’impatto immediato del suo inserimento.
Un rendimento inatteso, che ha trasformato un acquisto di contorno in una pedina fondamentale nel finale di stagione.
Gol pesanti e riscatto già deciso
Oltre alle statistiche, a impressionare è stato il peso specifico delle reti segnate da Boga. Al netto del gol contro il Pisa, in una gara dominata 4-0 dai bianconeri, gli altri centri hanno avuto un’importanza enorme. La rete contro la Roma ha riaperto una sfida apparentemente chiusa, poi invece conclusa sul 3-3, mentre i gol contro Udinese e Atalanta hanno portato sei punti pesantissimi nella corsa alla Champions League. Un contributo decisivo che potrebbe aver convinto definitivamente la dirigenza. Il riscatto, già fissato a cinque milioni di euro per la prossima estate nell’accordo con il Nizza, apparirebbe ormai una formalità, soprattutto per la cifra in ballo.