Lo speaker Edoardo Mecca ha scritto un messaggio sul proprio account X nel quale esalta il rendimento della Juventus targata Luciano Spalletti: "Non so se la Juve arriverà quarta, terza, quinta o sesta. È certo però che non la vedevo giocare così bene e con un’identità così precisa da anni, dalla prima Juve di Conte. Questo chiedevamo in queste stagioni disastrose, ancor prima dei trofei: ritrovare un’identità sul campo. In questi mesi c’è stato un lavoro enorme di Spalletti su una squadra che faticava a mettere in fila tre passaggi. Chi lo nega è solamente in malafede.

Quest’estate non si dovrà assolutamente sbagliare mercato e rovinare questo processo di crescita evidente".

Mecca: 'Non pensavo che McKennie potesse diventare cosi forte e determinante'

Mecca sulla gara vinta dalla Juventus per 2 a 0 col Bologna ha poi scritto: "Dominio totale della Juve, che avrebbe meritato un divario molto più ampio. Era troppo importante vincere. Locatelli e McKennie migliori in campo. Molto bene così".

Infine lo speaker, analizzando la prestazione di Weston McKennie, ha sottolineato: "Comunque io non mi sarei mai aspettato che McKennie diventasse così forte e determinante. È ovunque, è bravissimo in tutti i ruoli in cui gioca e ha trovato anche continuità". Un salto di qualità, quello dell'americano, che ha la firma di Luciano Spalletti, sempre abile nel rivitalizzare calciatori talentuosi.

I tifosi rispondono a Mecca

Le parole di Mecca hanno acceso la discussione fra i suoi followers: "Il prossimo anno comincerà finalmente con un grande allenatore e nel segno della continuità. Con una base solida e 3 ruoli cruciali dove non sbagliare: il portiere, il terzino sinistro ed il centravanti. Oltre Bernardo Silva che rappresenterebbe il Pirlo del 2012" scrive un utente su X. Un altro poi sottolinea: "Alla Juve si chiedono trofei, bene che la squadra abbia continuità. Da prossimo anno con una dirigenza più stabile e rodata, si deve alzare l'asticella".

Infine un terzo avverte: "Spalletti tra un anno avrà diviso lo spogliatoio come ha sempre fatto dov'è andato. E' più forte di lui, il gioco resterà sempre quello senza un briciolo di fantasia. E' un ottimo allenatore per dare una posizione chiara in campo ai suoi ma non è un vincente, lo dice la sua storia".