Giorgio Schenone, il club referee manager dell’Inter, è stato ascoltato oggi in Procura a Milano come testimone non indagato. La sua audizione si inserisce nell’ampia inchiesta sul sistema arbitrale, che vede coinvolto l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, accusato di concorso in frode sportiva. La convocazione, disposta dal pm Maurizio Ascione, mira a chiarire il suo ruolo.

L'inchiesta e l'incontro a San Siro

L’indagine della Guardia di Finanza si concentra su un presunto incontro chiave avvenuto il 2 aprile 2025 presso lo stadio San Siro.

In quella data, durante la semifinale di andata di Coppa Italia Milan-Inter, l’accusa ipotizza che Rocchi abbia "combinato o schermato" la designazione dell’arbitro Daniele Doveri per la semifinale di ritorno. L'obiettivo sarebbe stato impedire a Doveri, ritenuto "poco gradito" all’Inter, di arbitrare la finale o altre partite cruciali. A San Siro, si sarebbe decisa la designazione di Andrea Colombo – considerato "gradito" – per Bologna‑Inter del 20 aprile 2025.

Un'intercettazione telefonica tra Rocchi e Andrea Gervasoni, supervisore Var autosospeso e indagato, menziona un certo "Giorgio". Gli inquirenti ritengono possa essere Schenone, motivando la sua convocazione.

Il ruolo di Giorgio Schenone

Giorgio Schenone è club referee manager dell’Inter dal 2020. Prima, dal 2009 al 2020, è stato assistente di linea e Avar in Serie A e B. La figura, introdotta dalla Federcalcio, gestisce i rapporti operativi tra società e arbitri: accoglienza negli stadi, accompagnamento negli spogliatoi, spiegazione novità regolamentari e analisi episodi arbitrali. Schenone non risulta indagato e non è stato intercettato direttamente. La menzione del suo nome nella conversazione tra Rocchi e Gervasoni ha reso necessaria l'audizione.

Origini dell'indagine e regolamenti

L’inchiesta è partita da un esposto dell’arbitro Domenico Rocca, che denunciava presunte ingerenze nelle designazioni arbitrali e violazioni dei principi di lealtà e correttezza.

Questa segnalazione ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di Rocchi e esponenti arbitrali, tra cui Gervasoni.

La posizione del club referee manager, sebbene diffusa in Serie A, è soggetta a precise normative: non può avere contatti diretti con il designatore arbitrale. Le comunicazioni devono avvenire esclusivamente tramite l’incaricato AIA, attualmente Andrea De Marco. Il coinvolgimento di Schenone solleva interrogativi significativi sul rispetto del regolamento e sulle interazioni tra club e organi arbitrali.