Il calcio italiano piange la scomparsa di Igor Protti, storico attaccante e simbolo del Livorno, a cinquantotto anni. La notizia ha commosso, in particolare Cristiano Lucarelli, che ha dedicato un toccante messaggio di addio al suo mentore e compagno d'attacco.
Su Instagram, Lucarelli ha ricordato Protti con queste parole: "Ora fratello riposa in pace. Goditi l’abbraccio con tuo papà, ma subito dopo lassù cerca e saluta anche Miguel il Moro, il Nassi e tutti gli amici della Curva Nord ‘Paradiso’, compreso gli altri tifosi del Livorno e non solo, che ti hanno amato ma che ci hanno lasciato anche loro negli ultimi anni, e soprattutto domani da Sopra lo stadio goditi lo spettacolo che la città giustamente ti tributerà, mi manchi di già permalosone…" Il suo post evidenzia il profondo legame.
L'ultimo incontro e la battaglia personale
L'ex attaccante livornese ha condiviso l'ultimo incontro con Protti, avvenuto pochi giorni prima della scomparsa: "Metterci a piangere, abbracciati su quel letto per diversi minuti, è stato un attimo. Eri leggerissimo: i segni della battaglia contro quella merda di tumore erano visibilissimi sul tuo corpo. Ma tu non hai mai mollato. Hai portato la tua cucciola all’altare come un leone ferito, proprio come nella doppia finale dei playoff contro il Como: zoppicante, ma presente, perché fino alla fine si resiste." Queste parole testimoniano la forza d'animo di Protti, che affrontò la malattia con coraggio. La città di Livorno gli renderà omaggio con un tributo sentito da comunità e tifosi.
La carriera esemplare e l'eredità sportiva
Nato a Rimini nel 1967, Igor Protti vestì le maglie di diverse squadre italiane, tra cui Livorno, Messina, Bari, Lazio e Napoli. La sua consacrazione giunse a Bari (1995-1996), dove si laureò capocannoniere della Serie A (24 gol, a pari merito con Giuseppe Signori). Il suo ritorno a Livorno segnò la fase più iconica della sua carriera, guidando la squadra dalla Serie C1 alla Serie B e diventando uno dei pochi calciatori ad aver vinto la classifica marcatori in tutte le categorie professionistiche.
Negli ultimi anni, Protti fu dirigente sportivo e affrontò pubblicamente la malattia, dichiarando: "È una partita durissima, so che si può vincere o perdere, ma ce la metterò tutta".
Nonostante le difficoltà, volle accompagnare la figlia all’altare, un gesto che commosse. Il suo ricordo resta vivo tra i tifosi e nel cuore di chi lo conobbe, come testimoniano le parole di Lucarelli e l'affetto di Livorno.