Alla vigilia dell'esordio ai Mondiali, il commissario tecnico del Brasile, Carlo Ancelotti, ha espresso piena fiducia e determinazione. La sua presenza è una novità per la nazionale verdeoro, ma il tecnico italiano ha assicurato che il lavoro svolto ha reso il Brasile altamente competitivo. "Il lavoro che abbiamo fatto e stiamo facendo ci mette in una posizione per essere competitivi in questo Mondiale. Siamo pronti per disputare il torneo", ha dichiarato Ancelotti. Rivolgendo parole di rispetto verso il Marocco, prossimo avversario, ha riconosciuto la qualità della squadra africana: "Quando saremo in campo domani sera saremo concentrati.
Il Marocco è un'ottima squadra, ho molta rispetto per loro. Noi faremo il massimo per il nostro pubblico", ha affermato, ribadendo l'obiettivo di onorare la tradizione della Seleção.
Il Brasile ai Mondiali: storia e la guida di Ancelotti
Il Brasile si presenta a questa edizione dei Mondiali con un primato unico: è l'unica nazionale ad aver partecipato a tutte le ventitré edizioni. L'ultimo titolo mondiale risale a ventiquattro anni fa, un digiuno che la Seleção mira a interrompere. Per la prima volta, la squadra è affidata a un allenatore straniero, un evento che non si verificava dal 1965 (Filpo Nuñez). A Carlo Ancelotti, in carica dal maggio 2025 e rinnovato fino al 2030, è stato affidato l'ambizioso compito di conquistare la sesta Coppa del Mondo, dopo i successi del 1958, 1962, 1970, 1994 e 2002.
Tra il 1970 e il 1994 trascorsero anch'essi ventiquattro anni, un digiuno interrotto proprio negli Stati Uniti, paese che ospiterà la finale di questa edizione.
Neymar e la rosa dei convocati: tra conferme e assenze
Grande attesa ha circondato la presenza di Neymar Jr. nella lista dei ventisei convocati. A causa di numerosi infortuni, il fuoriclasse non vestiva la maglia verde-oro dal 2023. Ancelotti, che non lo aveva mai chiamato prima, ha deciso di dare fiducia al giocatore del Santos, trentaquattro anni a febbraio e miglior marcatore brasiliano di tutti i tempi (79 reti in 128 presenze). O’Ney, commosso, disputerà la sua quarta edizione dei Mondiali. Ronaldo detiene il record di 15 centri ai Mondiali.
La rosa è un mix di talento, gioventù ed esperienza. Oltre a Neymar, confermati fuoriclasse come Vinícius Jr. (Real Madrid), Raphinha (Barcellona), Marquinhos (Paris Saint-Germain), Gabriel Martinelli e Gabriel Magalhães (Arsenal). Dalla Serie A arrivano i difensori Bremer (Juventus) e Wesley (Roma). Tra gli assenti di rilievo figurano João Pedro (Chelsea) e Rodrygo (Real Madrid), quest'ultimo fermato da un infortunio al ginocchio destro. Anche il diciannovenne Estêvão (Chelsea) e Militão (Real Madrid) hanno dovuto rinunciare per infortuni che hanno chiuso anticipatamente la loro stagione.
Le scelte tattiche e le ambizioni della Seleção
Il tecnico Ancelotti ha ammesso che la lista dei convocati "non è la lista perfetta", ma ha ribadito la sua convinzione: "la squadra che vincerà il Mondiale non sarà perfetta, perché non esiste.
Sarà la più resiliente e non ho paura di dire che quella squadra possiamo essere noi". Questa dichiarazione sottolinea la filosofia del ct, orientata alla resilienza. Il modulo prediletto è un 4-2-4, con Vinícius Jr. e Matheus Cunha che sembrano i titolari designati. Le ambizioni della Seleção sono elevate, con l'obiettivo chiaro di interrompere un digiuno che dura dal 2002 e riportare il prestigioso trofeo in Brasile.
L'esordio contro il Marocco sarà un banco di prova cruciale per valutare la competitività e la guida di Ancelotti. Le sue parole riflettono determinazione e consapevolezza del potenziale della squadra ai Mondiali.