Il pubblico ministero di Milano ha formalmente richiesto l'archiviazione per Gianluca Rocchi, il designatore arbitrale indagato nell'ambito dell'inchiesta sulle designazioni in Serie A. Questa decisione è giunta dopo un pomeriggio di intensi confronti tra il pm Maurizio Ascione, l'aggiunto Paolo Ielo e il procuratore Marcello Viola. Gli elementi raccolti in quasi due anni di indagine per frode sportiva, che vedevano Rocchi accusato di aver agito nelle assegnazioni arbitrali in concorso con esponenti dell'Inter, sono stati ritenuti insufficienti e non abbastanza solidi per sostenere un eventuale processo.
Inizialmente, il pm Ascione, che a breve passerà alla Procura europea, aveva espresso una posizione contraria alla linea dei vertici della Procura di Milano. Tuttavia, al termine delle riunioni, ha optato per la richiesta di archiviazione. Parallelamente, la parte dell'indagine relativa alle presunte "bussate" alla sala VAR di Lissone sarà trasferita alla Procura di Monza per competenza territoriale. Le carte dell'inchiesta saranno inoltre inviate alla giustizia sportiva per una valutazione approfondita di eventuali illeciti disciplinari.
Le ragioni della richiesta di archiviazione
La richiesta di archiviazione si fonda sulla constatazione che le prove raccolte non sono considerate sufficienti per sostenere un'accusa in giudizio.
L'indagine aveva ipotizzato che Rocchi avesse favorito l'Inter nelle designazioni arbitrali, ma non sono emersi elementi concreti che dimostrino un'alterazione della regolarità delle partite. Un altro punto cruciale è la mancata identificazione certa degli esponenti dell'Inter citati nelle contestazioni, rendendo difficile la prosecuzione del procedimento.
I dettagli dell'inchiesta e le partite sotto esame
Tra le gare finite sotto la lente degli inquirenti figura anche la partita Inter-Verona del 3 maggio 2025. Per questo incontro, si ipotizza che Rocchi abbia designato Gianluca Manganiello con l'obiettivo di evitare la presenza di Simone Sozza, ritenuto poco gradito all'ambiente interista. L'elenco delle partite contestate si estende anche a Bologna-Inter e alla semifinale di Coppa Italia Inter-Milan della stagione 2024/25.
A queste si aggiunge Torino-Inter del campionato successivo, affidata a Maurizio Mariani, che secondo l'ipotesi accusatoria sarebbe stata designata con il preventivo consenso del club.
Gli investigatori, tuttavia, non hanno trovato intercettazioni dirette tra dirigenti dell'Inter e Rocchi. Il presunto sistema di condizionamento sarebbe avvenuto attraverso alcuni dirigenti dell'AIA, che avrebbero agito da tramite tra le società e il designatore, raccogliendo e filtrando le richieste dei club.
La decisione finale sull'archiviazione spetterà ora al pm Paolo Ielo, subentrato nella gestione del fascicolo. La valutazione della giustizia sportiva resta aperta per esaminare le carte e accertare eventuali illeciti disciplinari. Il filone riguardante le presunte "bussate" alla sala VAR di Lissone sarà definitivamente trasmesso alla Procura di Monza per le indagini di competenza.