La polizia di Stato di Taranto su delega dell'autorità giudiziaria ha compiuto una vasta operazione, rendendo esecutivi quattro provvedimenti di fermo a carico di altrettante persone, ritenute responsabili a vario titolo di reati quali, associazione a delinquere, rapina, porto e detenzione illegale di armi, furto, ricettazione e violenza privata.

Le indagini hanno preso avvio dal tentativo di assalto, messo in atto dai rapinatori lo scorso 2 maggio 2013, ai danni di un furgone portavalori della Sveviapol, che trasportava all'incirca 1.500.000 di euro.

In quell'occasione ci fu un grande conflitto a fuoco, ma il tentativo di rapina fallì grazie alla prontezza nella risposta da parte delle guardie giurate e al celere intervento delle volanti della polizia accorse poco dopo.

Nel corso di quella rapina, i banditi sulla strada provinciale Monteiasi-Carosino, si accostarono al mezzo blindato con un altro furgone spingendosi fino a speronarlo e con un fucile a pompa spararono a scopo intimidatorio alcuni colpi contro le guardie giurate dell'istituto di vigilanza.

Il tentativo di rapina fallì perché, dopo aver tentato di scardinare invano il furgone porta-valori con l'impiego della fiamma ossidrica, fuggirono, non prima però di aver incendiato le 4 auto e il furgone con cui si erano recati sul posto per assaltare il blindato della Sveviapol.

Le successive indagini svolte dalla polizia hanno dato modo di appurare che si trattava di una banda formata da quattro pluripregiudicati tarantini dediti in particolare alla commissione di rapine, in danno sia di esercizi commerciali che di autotrasportatori. I rapinatori avevano pianificato da alcune settimane l'assalto a un furgone portavalori che aveva prelevato un ingente incasso da un centro commerciale nel tarantino.