È ripreso a Grosseto il processo per il naufragio della Costa Concordia,avvenuto il 13 gennaio 2012, in cui persero la vita 32 persone. Dopo gliinterrogatori dei giorni scorsi, oggi è stato ascoltato l'allievo ufficialeStefano Iannelli, che ha ripercorso in aula i tragici momenti seguiti all'impattocontro gli scogli.

Iannelli si trovava in plancia di comando e tra gli altri, aveva "ilcompito di monitorare e intervenire sulla stabilizzazione della nave".

Rispondendo alle domande del p.m. Stefano Pizza, Iannelli ha riferitoche subito dopo l'urto, il comandante Schettino, unico imputato, capendo lagravità della situazione, ha urlato: "Che cosa ho fatto?" "Ho finito dinavigare!".

Proseguendo nella testimonianza l'allievo ufficiale ha raccontatoche sul ponte 4, su lato di dritta, per non scivolare le persone si tenevanoper mano formando una catena umana e lui stesso facendo parte del team disoccorso Tango India, aveva prestato aiuto ad alcuni infortunati. Sempre standoa quanto riportato dal testimone, quando sul ponte non c'era più nessuno, sidiresse insieme al comandante Schettino e ad altri membri dell'equipaggio versouna scialuppa. "Schettino saltò poco prima di me sul tetto della scialuppa, poisaltai io". Queste parole dell'allievo ufficiale Iannelli, confermano lavolontà di abbandono della nave da parte del comandante. "Saltò",non scivolò, come aveva sempre dichiarato la difesa.

Iannelli ha aggiunto che subito dopo la partenza della scialuppa, lanave si è inclinata e il ponte su cui si trovavano poco prima, è statocompletamente sommerso dall'acqua. Neltragitto verso la costa, hanno recuperato dei passeggeri che si trovavano inmare. Dopo questa nuova testimonianza come agirà la difesa del comandante Schettino?