Il boeing della Malaysia Airlines scomparso dai radar il 7 marzo con a bordo 239 persone a bordo mentre era in volo sulla tratta Kuala Lumpur - Pechino potrebbe essersi disintegrato in volo. E' questa l'ipotesi privilegiata dagli inquirenti che stanno cercando di ricostruire l'accaduto. Secondo una fonte direttamente coinvolta nelle indagini, a quanto riporta repubblica.it, il fatto che non siano stato individuato ancora nessun detrito lascia immaginare che l'aereo si sia disintegrato in volo mentre volava all'altitudine di crociera di 35mila piedi, circa 11mila metri.
Al momento però non vi è alcuna certezza sulle cause che possano aver causato l'eventuale esplosione anche se prende sempre più corpo l'ipotesi di un attentato terroristico. I piloti, infatti, non hanno lanciato alcun segnale di allarme o segnalato guasti tecnici prima della scomparsa e questa circostanza insieme alla presenza nella lista dei passeggeri di due persone a bordo con passaporti rubati avvalorano tale ipotesi.
Le autorità maltesi, che stanno conducendo le indagini con agenzie di intelligence internazionali, non hanno rilasciato commenti. Nelle ricerche del Boeing sono impegnate 40 navi e 22 aerei inviati da diversi Paesi, tra cui la Cina e gli Stati Uniti. Ieri erano state individuate due grandi chiazze di carburante e un frammento rettangolare ad un centinaio di chilometri dall'isola vietnamita di Tho Chu, altri rottami sono stati individuati nelle acque tra il Golfo di Thailandia e il Mar Cinese meridionale, ma non è ancora chiaro se gli oggetti individuati appartengano al velivolo scomparso.