Una devastante scossa di terremoto registrata alle 18:46 di ieri (l'1:46 di mercoledì notte in Italia) pari a magnitudo 8.2 nell'Oceano Pacifico, al largo del Cile settentrionale, ha provocato, in meno di un'ora, uno tsunami sulla costa di Iquique, a circa 1.800 chilometri di distanza a nord di Santiago. Il bilancio, almeno fino a questo momento, parla di almeno cinque persone che hanno perso la vita con un numero ancora imprecisato di feriti così come è stato comunicato dal ministro degli interni cileno, Rodrigo Penailillo.


La presidente cilena, Michelle Bachelet, ha già dichiarato lo stato di calamità naturale per le regioni settentrionali d’Arica, Parinacota e Tarapacan che sono state le più devastate dal terremoto.

La situazione, attualmente, è drammatica: sono stati registrati numerosi incendi e migliaia di cittadini sono rimasti senza energia elettrica.

E' stato immediatamente predisposto un piano di sfollamento dalle abitazioni delle zone costiere visto che un sisma di simili proporzioni è in grado di scatenare uno tsunami distruttivo di inaudita potenza.



L'allarme è stato raccolto anche dalle autorità del Perù, Ecuador, Colombia, Panama, Nicaragua, Costarica, fino alle isole Hawaii e rimarrà attivo almeno per le prossime sei-otto ore. Ricordiamo che, alcuni anni fa, (era il 2010) il Cile fu colpito da un altro devastante terremoto di magnitudo 8.8 che provocò molte vittime: il timore è che il bilancio, nelle prossime ore, sia destinato inesorabilmente ad aumentare anche perchè il numero dei dispersi continua a salire vertiginosamente.