Dal prossimo anno i bambini delle scuole di Pomezia avranno il dolce solo se i loro genitori potranno permettersi di pagare di più.

Nel grosso comune alle porte di Roma, la decisione di differenziare i menù in base alla retta, è stata presa dal sindaco Fabio Fucci, del Movimento 5 Stelle, suscitando unanimi reazioni indignate.

I menu differenziati

La vicenda è emersa in seguito alla pubblicazione del bando di gara attraverso cui il comune intende affidare il servizio mensa per i bambini delle scuole dell'infanzia e delle scuole primarie.

Si tratta di 460 mila pasti all'anno, di cui la metà al costo di 4 euro senza dolce e l'altra metà al costo di 4,40 euro con il dolce.

La scelta è stata definita assurda e discriminatoria da più parti, tra cui il governatore della Regione Nicola Zingaretti del PD, mentre il coordinatore della sezione cittadina di Sinistra Ecologia e Libertà, Walter Bianco, chiede al comune di rivedere la decisione in quanto "nella scuola pubblica non si possono creare differenze tra i bambini sulla base delle capacità economiche delle loro famiglie".

Nella polemica è intervenuta anche il Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini di Scelta Civica, che considera la scelta conforme ai criteri di autonomia scolastica e per nulla discriminatoria.

La spiegazione del sindaco

Il sindaco di Pomezia ha bollato come pretestuose le polemiche in quanto la decisione di differenziare i pasti sono la risposta ad una esigenza espressa dagli stessi genitori che intendevano risparmiare sulla retta.

Non solo, ma proprio per evitare discriminazioni, a pranzo i bambini mangeranno tutti la stessa cosa; sarà solo all'ora della merenda che alcuni avranno il dolce e altri no.