È scoppiata una bufera intorno alla decisione di Fabio Fucci, sindaco "grillino" di Pomezia, che ha introdotto, a partire dal prossimo anno scolastico, dei menù più o meno "completi" a seconda del prezzo pagato dai genitori. In altre parole, entrando nel merito del bando di gara per l'assegnazione del servizio mensa, si può leggere che per i bambini saranno disponibili due menù: uno ridotto, di 4 euro, che comprende primo, secondo, contorno, pane e frutta; ed uno completo, che per un'aggiunta di 40 centesimi prevede anche la presenza del dolce.

La scelta del primo cittadino del "Movimento 5 Stelle" ha fatto subito divampare il fuoco delle polemiche.

La vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli e il senatore del Pd, Raffaele Ranucci, si sono scagliati senza mezzi termini contro Fabio Fucci, accusato di "discriminazione" e di cattivo esempio dato dal partito di Beppe Grillo di gestione governativa.

A questi si è aggiunto Walter Bianco, coordinatore cittadino di Sel, il quale parla di "discriminazione inaccettabile", sostenendo che non si può creare una divisione nella scuola pubblica tra i bambini in base alle disponibilità economiche dei genitori.

Il sindaco di Pomezia, Fabio Fucci, si difende ricordando che l'introduzione del doppio menù è stata decisa di comune accordo coi genitori, i quali avevano chiesto di mettere a disposizione dei pasti differenziati per venire incontro alle varie disponibilità economiche della famiglia.

Il primo cittadino sostiene che la polemica sia stata montata ad arte per fare campagna elettorale contro il "Movimento 5 Stelle".

Il sindaco "grillino" ha trovato fra i suoi sostenitori Stefania Giannini, Ministro della Pubblica Istruzione, la quale si è dichiarata favorevole all'autonomia scolastica e non considera discriminatoria la decisione di introdurre menù diversi a seconda della quota versata dai genitori, nelle mense scolastiche dei bambini.