Le ultime notizie diffuse sul caso di Yara Gambirasio parlano di un nuovo secondo codice genetico di Dna che fu ritrovato sui leggins della ragazzina uccisa 4 anni fa. Per il suo omicidio un mese fa è stato arrestato Massimo Bossetti. La notizia della seconda traccia di Dna non è, però, nuova; anche in questo caso era già stato segnalato e catalogato nelle 400 pagine della relazione che la patologa legale Cristina Cattaneo aveva scritto dopo l'autopsia del corpo di Yara.

Già allora, in seguito agli esami effettuati, si era venuti a sapere che in una delle tracce trovate, i codici di Dna isolati erano due: uno maschile e uno femminile, e che si trovavano sui leggins e sui guanti indossati da Yara.

Sempre secondo quanto si era letto sui giornali dell'agosto del 2011, quando fu depositata la relazione delle patologa Cristina Cattaneo, una traccia di sangue dell'assassino, in una quantità importante, era stata ritrovata sugli slip della giovane vittima. Questa sarebbe la traccia di Dna che ha consentito l'identificazione di Massimo Bossetti. Una seconda traccia di Dna, di minore quantità minore, presentava, invece, un codice Dna maschile e uno femminile.

In questi anni è stato mantenuto uno stretto riserbo sulla possibile identità della donna il cui Dna si ritrovava sul corpo di Yara. L'unica cosa che si sa di questa seconda traccia è che era sin da subito stato escluso che si potesse trattare di tracce di sangue di familiari o di conoscenti di Yara.

 Non è ancora stato rivelato se i due campioni di sangue diversi appartengono a persone che sono parenti fra di loro, E' però, di oggi la notizia che il Dna maschile rilevato in una seconda traccia di sangue sarà confrontato con il Dna di Massimo Bossetti. Se dovesse essere dimostrato che anche in questo secondo caso il Dna è suo, gli sarà molto difficile continuare a sostenere la teoria per cui tracce del suo Dna sono finite sul corpo della povera Yara per un caso fortuito.

C'è chi si domanda come sia possibile fare queste rilevazioni dopo 4 anni. In realtà queste rilevazioni son state fatte tutte 4 anni fa, e poi ogni prova è stata catalogata e conservata insieme al campione destinato al contro esame della difesa, in attesa che si identificassero le persone che possiedono il codice genetico del dna trovato su Yara.

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