Non mollano i propagandisti dell'Isis nella loro raccolta di "miliziani fai da te" provenienti dai Paesi arabi e in parte da quelli occidentali. Il Presidente Hollande aprendo i lavori della Conferenza di Parigi ha espressamente dichiarato: "Contro lo Stato islamico non c'è tempo da perdere", ricordando che è necessario "agire con ogni mezzo". La Siria quindi potrebbe essere la testa di ponte per l'arrivo di nuovi contingenti militari, cosi come lo sarà anche l'Iraq, a sostegno della "campagna di epurazione" delle forze anti-democratiche dell'Isis.

Il terrorismo camuffato da guerra santa

Il premiere Hollande ha specificato: "La lotta degli iracheni contro il terrorismo è anche la nostra lotta", rendendo da subito l'idea della dimensione dell'intervento, lasciando trapelare che per i francesi è qualcosa di personale. Non solo, Hollande fa anche un appello alle nazioni arabe, affinché collaborino con i Paesi occidentali "chiaramente, lealmente e con forza al fianco delle autorità irachene".

È compito dei ministri degli Esteri, adesso, identificare una strategia precisa per agire in fretta, anticipando sul campo le mosse degli jihadisti dello stato islamico. La tensione indubbiamente sta crescendo e l'Iraq alza l'asticella delle richieste: "Un intervento aereo in tempi rapidi", rileva il presidente iracheno, Fouad Massoum.

La minaccia extraterritoriale

L'Isis alimenta il suo serbatoio di combattenti reclutando con ogni mezzo, soprattutto grazie all'uso dei social network.

Intanto si profila una nuova minaccia proveniente dal territorio tunisino. Secondo quanto dichiarato dal dicastero dell'Interno, guidato da Lotfi Ben Jeddou, almeno 2.500 "milito-simpatizzanti" sarebbero stati arruolati tra le file dell'Isis. Una parte di questi è stata identificata e posta sotto l'autorità della giustizia tunisina. Il lavoro dell'intelligence, invece, ha impedito a circa novemila tunisini di giovane età, di partire alla volta della Siria.

Il rischio di perdita di altre vite umane rimane vincolato al numero di miliziani assoldati, è compito dei Governi interrompere il flusso di risorse umane.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto