Termina male la storia dell'orsa Daniza, rea di essersi comportata male nei confronti degli umani e di essere preda dell'istinto di difesa dei cuccioli. È morta per l'anestesia che avrebbe dovuto solo addormentarla, e permettere alla squadra di cattura di poterla trasferire in un luogo diverso, dove non avrebbe potuto fare quello che la natura le suggerisce. Dopo essere stata individuata dal radiocollare, si erano create le condizioni per poterla trarre in cattività insieme ai cuccioli, ma la dose di anestetico sparato verso di lei è stato fatale.

Adesso ci si interroga sul fatto che le cose sarebbero potute andare diversamente, che le zone riservate al ripopolamento degli orsi, lasciate stare, magari recintate, così che non possano essere disturbati e non possano cibarsi di animali d'allevamento.

Ultimamente ne aveva uccisi un discreto numero, così come denunciato dagli allevatori. Ma il caso che ricordiamo e che fece scalpore un mese fa circa fu quello della lotta corpo a corpo con un ricercatore di funghi, che si era trovato troppo vicino ad osservare la scena dell'orsa con i figli.

Questa, per difenderli, non aveva fatto altro che seguire l'istinto e lanciarsi contro l'uomo, ferendolo con graffi. Da qui il pretesto per togliere un pericolo per l'uomo dalle foreste del Trentino, con un'ordinanza che prevedeva anche l'abbattimento. Purtroppo quel che si temeva è avvenuto. L'orsa è morta ed ora sono in pericolo i due cuccioli che non avranno di che mantenersi. Si sta seguendo uno, mentre dell'altro si sono perse le tracce.

Daniza, 19 anni, era stata trasportata 14 anni fa nel Trentino, secondo un progetto di ripopolazione della zona, proveniente dalla Slovenia. Ora ricominceranno le polemiche tra chi voleva l'abbattimento e coloro che volevano venisse lasciata in pace, e siamo certi che non finiranno in breve tempo. I dibattiti sono aperti già da un mese, ma la campagna avviata per costringere le autorità che la lasciassero libera non è servita a niente per l'iniziativa della regione.

L'autopsia dovrebbe svolgersi in giornata.

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