Il virus ebola fa paura e non si arresta. Annunciate nuove misure di precauzione e di protezione dal Centro Europeo Per Il Controllo Delle Malattie. Decreta che chi è stato negli ultimi 2 mesi nei paesi a rischio o chi è entrato in contatto con chi è infetto, non può nè sottoporsi a donazioni di sangue nè di organi. Infatti mentre è stato stabilito un periodo di incubazione di circa 21 giorni (ovvero il lasso di tempo in cui il virus, presente nel corpo, ancora non si è manifestato e ancora non è contagioso), lo stesso non vale per gli organi e il sangue, infetti da subito.

Al Carlos III le condizioni di Maria Teresa Romero, l'infermiera 44enne, sono in miglioramento. Le è stato somministrato il farmaco sperimentale Zmapp dopo che il siero di una suora sopravvissuta alla terribile malattia, Paciencia Melgar, non le ha fatto affetto. Il quotidiano spagnolo "El Pais" afferma: "Ora parla". In osservazione, nello stesso ospedale, un infermiere entrato in contatto, nei giorni passati, con la donna, il quale per ora non sembra mostrare sintomi allarmanti e altre 16 persone tra cui una parrucchiera, un'infermiera e un'addetta alle pulizie in un centro estetico e di benessere.

Il virus letale ha mietuto, fino ad oggi, 4000 morti in Africa (la maggior parte di essi in Liberia, in Sierra Leone e in Guinea) e 1 negli States. Il nostro paese è a rischio ebola? Dopo il primo caso di contagio in Europa Alfano afferma: "Italia attentissima".

Grande attenzione e misure di controllo stringenti negli aeroporti, i luoghi più a rischio per l'altissima concentrazione di persone provenienti da ogni parte del mondo.

A partire da oggi, Domenica 12 ottobre, negli USA, verrà misurata la temperatura a tutti i passeggeri che giungono dalle aree a rischio. Negli aeroporti di Fiumicino (Roma) e Malpensa (Milano), negli ultimi giorni, sono state istituite aree riservate e messe a disposizione ambulanze e tute protettive, in caso di possibili improvvisi allarmi. Lancia un appello la Banca Mondiale: agire velocemente senza isolare i paesi dell'Africa.

Si espone Thomas Frieden: "Questo dell'ebola è il rischio peggiore dopo l'Aids".

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