Si è concluso a Milano il processo d'appello Ruby-bis con la conferma della condanna per i tre imputati, Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, ma con una sostanziale riduzione delle pene inflitte nel processo di primo grado.

I giudici della Terza Corte d'Appello di Milano hanno condannato l'impresario Lele Mora a 6 anni e un mese (pena che è comprensiva anche del fallimento della LM Management), l'ex direttore di Rete 4, Emilio Fede, a 4 anni e dieci mesi e l'ex consigliere regionale lombarda, Nicole Minetti, a 3 anni.

In primo grado, Fede e Mora erano stati condannati a 7 anni e la Minetti a 5.

LE MOTIVAZIONI DELLO SCONTO DI PENA

Nel dispositivo della sentenza vengono riportate le spiegazioni delle riduzioni di pena per quelli che sono considerati gli organizzatori del bunga-bunga di Arcore, e che possono riassumersi come segue: per Lele Mora, considerato l'arruolatore delle prostitute, la riduzione della condanna è motivata con il riconoscimento della continuazione tra i reati di induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, con la condanna per bancarotta inflittagli il 7 novembre 2011, con sentenza passata in giudicato.

Nel caso di Emilio Fede, il "fidelizzatore" delle prostitute procurate da Mora, è venuto meno il reato di induzione alla prostituzione minorile in quanto è stato riconosciuto che non era a conoscenza della minore età di Karima El Mahrough. Una strada aperta dall'analogo riconoscimento riservato a Silvio Berlusconi nel processo parallelo il 25 settembre scorso.

Per quanto riguarda la posizione di Nicole Minetti, nel suo ruolo di "tenutaria" del bordello, a lei sono state concesse le attenuanti generiche.

LE REAZIONI DEGLI IMPUTATI

Benché condannati anche in appello, i tre imputati hanno comunque motivo di rallegrarsi per la riduzione delle pene che, se confermate in Cassazione, sarà sufficiente ad evitargli il carcere.

"Apprezzo l'impegno della Corte", ha commentato Fede, difeso dall'avvocato Paniz che è lo stesso ex deputato del Pdl che sostenne in Parlamento la tesi secondo cui Berlusconi era veramente convinto che Ruby fosse la nipote di Mubarak.

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Piena soddisfazione per Mora, contento di poter evitare il carcere. Elemento positivo riconosciuto anche dai difensori di Nicole Minetti, che si sono detti fiduciosi nella competenza territoriale della Cassazione, che vedrà celebrare il processo a Monza, per ottenere l'annullamento della sentenza e il riconoscimento dell'innocenza della loro assistita.