In Sierra Leone a Lakka, al centro per malati di Ebola, è risultato positivo un medico italiano di Emergency. Per adesso non sappiamo di chi si tratti ma il Ministro della salute Beatrice Lorenzin, insieme al Presidente del Consiglio, al Ministro degli esteri e al Ministro della difesa, ha rilasciato una nota stampa nella quale è scritto che sono state prese tutte le precauzioni del caso e che è stata attivata l'unità di crisi della Farnesina e dell'Aeronautica militare per il trasferimento del paziente del malato in Italia all'Istituto Nazionale per le malattie infettive di Roma, l'ospedale Lazzaro Spallanzi. 'Sono state date disposizioni immediate per il trasferimento del medico italiano con il trasporto ad alto biocontenimento' si legge nella nota emanata dal Ministero.

Il Ministro Lorenzin assicura che il medico è in buone condizioni e che verrà trasportato in Italia in nottata, un 'viaggio' in merito al quale verranno prese tutte le precauzioni necessarie per evitare ulteriori contagi.

Il medico verrà subito ricoverato nel reparto malattie infettive dove gli verrà somministrato il trattamento clinico necessario. Il Ministro Lorenzin, dopo aver espresso la sua piena solidarietà e quella del Governo italiano tutto alla famiglia del medico, ha dichiarato che saranno al fianco del connazionale e che faranno quanto loro possibile per curarlo, inoltre rassicura che il paziente sta bene, non ha avuto febbre nelle notte né altri sintomi tipici dell'ebola: l'uomo riesce anche a mangiare e bere autonomamente.

Con un tweet delle 12.56 il ministro Lorenzin rassicura gli italiani che non c'è rischio di contagio. Anche lo staff medico di Emergency, che lavora nel centro per malati di Ebola in Sierra Leone, ha dichiarato che il medico è in buone condizioni e che non rilasceranno ulteriori dichiarazioni per rispetto della privacy della famiglia e del paziente.

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Hanno precisato però che tutto lo staff del centro per malati di ebola segue un protocollo preciso per gli interventi sui pazienti per evitare il contagio, tuttavia nessun intervento sanitario, con un'epidemia così diffusa e seria, può dirsi privo di rischi.