L'Autorità Antitrust ha sanzionato con una multa di 500 mila euro il portale on line TripAdvisor per pratiche commerciali scorrette in riferimento alle recensioni degli alberghi pubblicate su sito. A chiunque abbia navigato almeno una volta sul noto sito internazionale alla ricerca di informazioni sull'albergo da prenotare, non sarà sfuggita la discordanza di pareri da parte degli utenti per lo stesso hotel o ristorante.

L'INDAGINE DELL'ANTITRUST

L'arcano potrebbe essere spiegato da quanto rilevato dall'Antitrust a seguito di una segnalazione di Federalberghi e dell'Unione Nazionale Consumatori. A TripAdvisor, uno dei maggiori siti di informazioni turistiche su internet, viene in pratica contestato di pubblicizzare "il carattere autentico e genuino" delle recensioni degli utenti pubblicate sul sito, senza adottare adeguati strumenti e procedure di controllo per individuare le false recensioni. In questo modo, i consumatori possono essere tratti in inganno da recensioni non corrispondenti a reali esperienze degli utenti, ma commissionate dagli stessi alberghi recensiti, violando gli articoli 20, 21 e 22 del Codice dei Consumatori.

L'Autorità, esaminando le pratiche attuate dal settembre 2011 ad oggi da parte TripAdvisor Llc (la società di diritto Usa che gestisce il sito www.tripadvisor.it) e da TripAdvisor Italy, ha così disposto la multa di 500 mila euro che le due società dovranno pagare entro 30 giorni. Novanta sono invece i giorni concessi a TripAdvisor per comunicare all'Autorità le iniziative che intendono attuare per non continuare ad incorrere "pratica commerciale scorretta" individuata.

I PRECEDENTI E LE REAZIONI

Non è la prima volta che TripAdvisor è fatto oggetto di richiami, anche se non nel nostro paese. Era infatti successo bel 2012 che l'Autorità britannica per la pubblicità vietasse al sito di descrivere le opinioni ospitate come se fossero tutte rilasciate da veri viaggiatori, reali ed attendibili.

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I giudici di Parigi avevano invece condannato nel 2011 il sito al pagamento di una multa di 430 mila euro con motivazioni praticamente simili a quelle adottate oggi dell'Autorità Antitrust italiana. Il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara, ha espresso il suo apprezzamento per la decisione che va nella direzione di tutelare sia il consumatore, che ha diritto ad essere correttamente informato, sia i soggetti della recensione, gli albergatori, che hanno il diritto ad essere tutelati contro forme di diffamazione e concorrenza sleale che possono essere messe in pratica su internet in assenza di filtri efficaci.