Il rogo che domenica mattina intorno alle 04:30 è divampato nel traghetto Norman Atlantic diretto ad Ancona, sta facendo aumentare il numero delle vittime, ma anche quello dei dispersi è innumerevole. Fino a questo momento 10 sono le vittime ritrovate, 435 le persone tratte in salvo e imprecisato il numero dei dispersi. Da quanto emerso, pare non coincida il numero dei passeggeri fornito dalla Guardia Costiera e dalla Marina Militare, è certo, quindi, che vi potessero essere dei passeggeri clandestini all'interno della nave.

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L'ultimo ad abbandonare la nave, dopo aver assistito al salvataggio dell'ultimo superstite, è stato il comandante Argilio Giacomazzi, il quale sottolinea che il lavoro della Marina Militare e della Protezione Civile è stato davvero difficilissimo a causa delle pessime condizioni del mare e delle fiamme alte che divampavano anche a causa delle raffiche di vento, si è dunque reso necessario l'intervento e l'ultilizzo degli elicotteri per trarre in salvo numerosi passeggeri.

Dopo il rogo un grande panico

Nelle ore successive al rogo divampato, si è andato a diffondere panico e confusione, tanti i testimoni che raccontano di aver assistito a scene drammatiche, che hanno trasformato il loro viaggio in un vero inferno. Una passeggera ha raccontato di aver visto soltanto tre scialuppe e di aver assistito a scene in cui uomini picchiavano le donne per prenderne il posto, altri testimoni, invece, hanno raccontato che l'allarme anti incendio è scattato soltanto alcuni minuti dopo che i passeggeri fossero già nel panico dato che il fumo stava diffondendosi e non vi era alcun membro dell'equipaggio a dare istruzioni di salvataggio, infatti tanti sono stati passeggeri che in preda al panico si sono gettati nell'acqua per sfuggire alle fiamme.

Da quanto ricostruito è emerso che oltre alla carenza di scialuppe di salvataggio, la stessa nave durante la revisione, lo scorso 19 dicembre, fosse risultata con 6 anomalie da verificare, due delle quali risolte in un paio di giorni, mentre, per le altre 4 si era fornito un massimo di 15 giorni.

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L'ammiraglio P. Chigi ha voluto sottolineare, però, che la nave era in ottime condizioni e sicuramente quel rogo non ha origini legate agli aspetti fisici e tecnici del relitto.

Sarà dunque compito della magistratura esaminare ogni aspetto che possa aver determinato questo rogo infernale. Altre polemiche provengono invece dalla testimonianza di alcuni camionisti, i quali affermano che è possibile che la causa sia stata determinata dall'ammasso dei camion, i quali urtando con il soffitto dei garage abbiano determinato le scintille che poi hanno dato inizio al rogo. Quanto si spera adesso è che si possano ritrovare tutti i dispersi per ricomporre la lista del ponte d'imbarco e fornire ai parenti una risposta.