Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit stavolta non c'entrano nulla anche se gli incassi, non al botteghino, si avvicinano parecchio. Si tratta dell'operazione Mondo di mezzo seguita all'inchiesta Mafia Capitale disposta dalla Procura di Roma, che ha condotto all'arresto di 37 persone oltre ad un centinaio di indagati, anche eccellenti come l'ex sindaco Gianni Alemanno. Di confini, in questa terra, non ce ne sono davvero: intrecci tra politici, imprenditori, malavitosi e manager pubblici con l'oggetto del contendere che spazia dall'edilizia alla gestione dei flussi degli immigrati, dalla raccolta e smaltimento dei rifiuti all'emergenza neve.

Altri filoni d'inchiesta - riciclaggio, traffico di opere d'arte - incombono step by step.

Pilotare una gara appare una pura formalità; nemmeno il circuito della Formula Uno potrebbe star dietro a cotanto savoir faire de noantri. Il colore dei soldi non è quello del film di Scorsese con P. Newman e T. Cruise nel sequel de Lo spaccone; gli affari però corrono e girano come palle da biliardo sul tappeto.

Il colore è il rosso di Salvatore Buzzi, condannato per omicidio negli anni '80 e scarcerato nel '91. A Rebibbia crea una coop sociale per il reinserimento lavorativo dei detenuti, con la celebre Miriam Mafai che scommette la sua penna in una storia di riscatto. Entrato in affari con LegaCoop in Emilia Romagna, per le pulizie industriali, oggi presiede un gruppo con un fatturato consolidato di 60 milioni.

Il colore è il nero di Massimo Carminati, ex terrorista di estrema destra - di cui Buzzi è il braccio destro armato di mazzette - associato in passato all'omicidio Pecorelli e alle dinamiche politiche romane di Andreotti. Punta piramidale della malavita Capitale sin dai tempi dei NAR e dei legami con la Banda della Magliana, 'manteneva i rapporti con gli esponenti delle altre organizzazioni criminali, con pezzi della politica e del mondo istituzionale, finanziario e con appartenenti alle forze dell'ordine e ai servizi segreti', come sostenuto dagli inquirenti.

Le cene con i potenti (nel 2010 con l'attuale ministro del lavoro Poletti, allora presidente di Lega Coop) ed i finanziamenti ai partiti (Alemanno conferma in diretta tv) riconducono all'intercettazione dopo le ultime elezioni comunali.'Siamo tranquilli, abbiamo amici'. O comunque non nemici. Lo stesso procuratore Giuseppe Pignatone cita una conversazione tra i due sodali: 'Dobbiamo vendere il prodotto amico mio. Bisogna vendersi come le puttane adesso. Mettiti la minigonna e vai a battere con questi'.

Trasparenza

Rimosso dal suo paradossale incarico Giovanni Quarzo, responsabile della direzione Trasparenza del Campidoglio; la vera trasparenza, con la t minuscola, è pallida virtù che svanisce di fronte ad una mazzetta e si colora di tinte fosche e di indegnità. Un Paese perso dietro ai malloppi foraggiati. Un sistema sfacciato all'ennesima corruttela, che cammina sui diritti degli altri e calpesta i propri doveri, schiacciando le capacità di imprenditori onesti, scartati alla sorgente dei fiumi di danaro che scorrono per lasciare posto al mare dell'altrui mafioso malaffare.

In Italia nessuno crede più alle favole. Alla realtà da favola però ci credono tutti: politici in vacanza o con la casa vista Colosseo, imprenditori senza scrupoli che si augurano continue tragedie Aquilane, mafiosi meno mafiosi dei loro partner d'affari, italiani e quotidiani.

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