Il 27 gennaio 1945 la60esima Armata del Primo Fronte Ucraino raggiunge la città polacca di Oswieçim (in tedesco Auschwitz) eabbatte i cancelli di quello che oggi è il simbolo della Shoah. Dieci giorni prima dell’arrivo dell’esercito russo, igerarchi nazisti avevano iniziato a fuggire verso i lager ad ovest, portandocon loro tutti i prigionieri sani del campo (più di 60.000 detenuti). I piùmorirono in quel viaggio disperato che viene ricordato come “la marcia dellamorte”.

Sempre nei giorni precedenti alla liberazione, nel tentativodi cancellare le tracce dei crimini commessi, i nazisti iniziarono a farsaltare i forni crematori ma fu impossibile nascondere le atrocità di queglianni.

Le truppe sovietiche trovarono 7.650 prigionieri ancora in vita, ridotti a scheletri dalleprivazioni subite. Erano stati abbandonati perché considerati “malati”, perloro fu la salvezza. Tra il 1939 e il 1945 furono sistematicamente uccisi 6 milioni di ebrei, oltre a rom, malatidi mente, omosessuali. L’ideologia nazista puntava ad ottenere la “pura razzaariana”, annientando ogni altra razza ed in particolare quella ebrea.

Dall’apparizione del libro “mein Kampf” (la mia battaglia)di Adolf Hitler, la persecuzione degli ebrei si fece più dura e massiccia.

Leleggi di Norimberga del 1935 avallarono l’esclusione progressiva dellapopolazione ebrea dalla vita sociale. La crescente emarginazione dei figli diIsraele portò alla nascita dei “ghetti” nelle maggiori città tedesche e nei Paesi invasi. Dalla “notte dei cristalli”, tra il 9 e 10 novembre 1938, incui vennero distrutti 7500 negozi ebraici, almeno 191 sinagoghe vennero datealle fiamme e furono centinaia i morti, il processo di repressione ai dannidegli ebrei accelerò, sfociando nella decisione di “risolvere la questione ebraica attraverso lo sterminio”.

Iniziarono le deportazioni di ebrei, da tutta l’Europa, neicampi di sterminio (Dachau, Bergen Belsen, Mauthausen, Auschwitz e decine di altri sparsi nei Paesi europei)dove per gassazione, fucilazione, fame, malattia, morirono milioni di esseri umani. Il 27 gennaio 1945, quello che nel mondo era stato per anni unsospetto, si rivelò in tutto il suo orrore. Le testimonianze dei deportati, leimmagini riprese dai militari liberatori, i mucchi di cadaveri ammassati nel campo, uscirono da Auschwitz e divennero ilsimbolo delle barbarie naziste.

L’ONU nella risoluzione 60/7 dell’assemblea generale delleNazioni Unite del 1° novembre 2005 ha istituito “il giorno della memoria” nella giornata dell’apertura dei cancellidi Auschwitz-Birkenau, per commemorare tuttele vittime del nazismo e in onore di quanti, rischiando la loro vita, misero insalvo molti perseguitati. Oggi in tutto il mondo si sono celebrate innumerevolicerimonie a ricordo di quel 27 gennaio di 70 anni fa. I sopravvissuti sono ormai pochi e per lo più novantenni, oggihanno testimoniato ancora una volta quanto hanno subito ma tra pochi anninessuno sarà più “testimone vivente” di questo agghiacciante periodo storico.Resta a noi proseguire la “memoria” di questi fatti affinchè nonabbiano a ripetersi MAI PIU’.

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