Le due cooperanti italiane sono tornate nelle loro case in Lombardia, circondate dall'affetto delle rispettive famiglie. Le ragazze si sono scusate, soprattutto Vanessa che ha dichiarato: "Non volevo procurare dolore. Ringraziamo tutti coloro che hanno lavorato per il nostro rilascio e tutte le persone che hanno pregato per noi, grazie davvero". Vanessa Marzullo è stata riaccolta a casa dall'affetto dei suoi genitori. Un'espressione, la sua, più rilassata, rispetto a quella cupa e sconsolata mostrata quando è scesa dall'aereo dell'aeronautica militare a Ciampino che l'ha riportata in Italia assieme all'amica Greta Ramelli.

Le due sono state per oltre sei mesi prigioniere dei terroristi in Siria. A Verdello, il paese in provincia di Bergamo ove risiede la famiglia Marzullo, è scoppiata la felicità per la fine di un incubo terribile ed apparentemente senza fine. Il padre di Vanessa, Salvatore Marzullo, visibilmente stanco ed assonnato, ha parole di gratitudine per tutti: "Finalmente ce l'abbiamo fatta ragazzi, ringrazio il nostro governo e tutti coloro che ci sono rimasti vicini, grazie davvero!".

Qualche ora più tardi è arrivata a casa anche Greta Ramelli, che abita ad un centinaio di chilometri dall'amica Vanessa, a Gavirate, vicino Varese. La sua famiglia, i parenti, gli amici più cari, sono accorsi tutti per stringerla forte: "Ho chiesto scusa anche alla mia famiglia, in quanto sono consapevole di aver provocato un forte dolore, ringrazio tantissimo tutti per l'accoglienza ed il calore che mi hanno mostrato" ha dichiarato Greta ai giornalisti.

Non hanno subìto violenze da parte dei loro sequestratori, ma a quanto pare avrebbero avuto con alcuni di questi, rapporti amorosi consenzienti; lo avrebbero dichiarato ai PM, i quali le hanno interrogate presso la Procura di Roma per oltre cinque ore. I loro carcerieri hanno avuto per tutto il tempo sempre il volto coperto, tra di loro ci sarebbero state anche due donne.

Le due ragazze hanno avuto molta paura, ma una luce di speranza si è accesa dentro di loro quando hanno capito che i terroristi avevano intenzione di trattare con il governo italiano. Non sanno però se per la loro liberazione sia stato pagato un riscatto; su questo le polemiche non si placano, mentre il Ministro degli Esteri Gentiloni nega il pagamento dei dodici milioni di dollari di cui si parla tanto.

Salvini, il leader della Lega, ha dichiarato che dovrebbero essere vietate le missioni umanitarie in zone di guerra.



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