Veronica Panarello resta in carcere mentre proseguono in attesa d nuovi sviluppi le indagini per fare luce sul delitto del piccolo Loris Stival. E' arrivata oggi (sabato 3 gennaio 2015) - dopo due udienze fiume e diverse ore di riunione in camera di consiglio - la decisione dei giudici del tribunale del riesame di Catania chiamati a decidere sulla richiesta di liberazione di Veronica Panarello, la mamma ventiseienne siciliana accusata dell'infanticidio del figlio Loris Stival, ucciso a 8 anni lo scorso 29 novembre a Santa Croce Camerina.

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La donna resterà rinchiusa nel carcere di Agrigento.

Infanticidio Loris Stival, decisione del Riesame: Veronica Panarello resta in carcere

Il tribunale delle libertà ha rigettato l'istanza di annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ragusa, su richiesta della procura ragusana, per la donna - difesa dall'avvocato Francesco Villardita - "gravemente indiziata" per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Ancora non sono note le motivazioni dell'ordinanza del riesame, ma evidentemente i giudici hanno ritenuto sussistenti gli indizi di colpevolezza emersi a carico della donna, tali da giustificarne la misura cautelare in carcere per i rischi di fuga e reiterazione di reato e forse anche di inquinamento delle prove.

Delitto Loris Stival, sussistono gravi indizi di colpevolezza a carico della madre

"Nemmeno quelli al 41 bis...", verrebbe trattata come i boss mafiosi detenuti al carcere duro la giovane mamma siciliana di 26 anni Veronica Panarello, rinchiusa nella casa circondariale di contrada Petrusa ad Agrigento. Almeno così la pensa il padre della donna, il signor Francesco Panarello, che difende la figlia a spada tratta ritenendola innocente: "Non ci resta che aspettare la decisione del tribunale dl riesame", ha commentato l'uomo oggi poco prima della decisione dei giudici.

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Delitto Loris Stival, il padre di Veronica Panarello: 'Nemmeno quelli al 41 bis, mia figlia è distrutta'

La donna - che per ribadire la propria innocenza ha rilasciato dichiarazioni spontanee davanti ai giudici del riesame - avrebbe strangolato con una fascetta di plastica e nascosto in una zona di campagna il corpicino del piccolo. "Non è il momento giusto per parlare, non ne ho voglia", ha detto ai cronisti il padre di Veronica dopo aver incontrato la figlia in carcere. "Ho solo voglia di piangere - ha aggiunto il genitore della presunta infanticida - per le condizioni in cui ho trovato mia figlia e per come la stanno trattando. Nemmeno i detenuti al 41 bis.. ".