Ricoverato per alcuni accertamenti al San Donato Milanese, Massimiliano La Torre ha dovuto affrontare un intervento chirurgico per un difetto congenito al cuore. Un'operazione di routine, ma forse abbastanza delicata per pensare di ritrasferire La Torre a Nuova Delhi entro il 12 gennaio, così come è previsto dal governo indiano e dal permesso speciale di 4 mesi che gli è stato dato per motivi di salute. Ricordiamo che Massimiliano La Torre è accusato di aver ucciso alcuni pescatori durante un'operazione di antipirateria nel febbraio del 2012. Questa accusa è stata rivolta anche a Salvatore Girone, che invece a Delhi è rimasto, in quanto considerato una garanzia per il ritorno di La Torre.

Proprio per questo al secondo fuciliere (che al momento soggiorna presso l'ambasciata italiana in India) è stato negato il permesso di tornare a casa in occasione delle festività natalizie. Un caso quelli dei due fucilieri di marina, che si trascina da quasi tre anni, bloccato a causa dei tempi lunghi della giustizia indiana che finora non è riuscita nemmeno a formulare un vero e proprio capo di imputazione. Anche l'Italia probabilmente ha la sua colpa, in quanto dal 2012 ha continuamente cambiato piani strategici, in quanto diversi Ministri degli Esteri si sono occupati della vicenda dei due Marò: Giulio Terzi, l'interim di Monti, Emma Bonino, Federica Mogherini ed attualmente Paolo Gentiloni.

Per ora il coltello dalla parte del manico continua ad averlo la giustizia indiana, ma una strategia era stata in verità progettata. Essa consisteva nel lavorare per trovare un accordo bilaterale col governo di Delhi e preparare in contemporanea il ricorso all'arbitrato internazionale. Ciò sarebbe stato da mettere in atto nel caso in cui la proposta di compromesso non fosse stata accettata.

Il Premier Matteo Renzi ha preso a cuore la vicenda e, facendola sua, ha riportato tutto su un piano squisitamente politico. Un piano questo in cui Delhi ha per ora più voce in capitolo, ma Renzi ancora attende dal governo indiano scuse ufficiali, un risarcimento alle famiglie dei due Marò e la possibilità di istituire un processo in Italia. Intanto, mentre si stanno mettendo in atto nuove trattative, si fa sempre più lontana la possibilità di ricorrere ad un arbitrato unilaterale.