La tragedia si è consumata a Secondigliano, un quartiere della periferia nord di Napoli, il 2 gennaio. L'uomo si chiama Antonio Parisi ed ha 79 anni. La moglie Paolina Gargiulo ne aveva 10 in meno, 69. I due sono stati sposati per ben 42 anni e hanno 3 figlie. Una abita a Scampia, un quartiere vicino al loro, mentre le altre due da molto tempo vivono al nord, precisamente a Milano. Antonio ha strangolato la moglie con un filo elettrico. L'assassinio è stato compiuto nella loro abitazione in via Monte Grappa. Inquietanti dettagli emergono dalle indagini. L'omicida aveva infatti già provato ad uccidere la consorte in passato. Il 13 maggio 2013 tentò di toglierle la vita colpendola con forza e brutalità con un mattarello da cucina.

In quell'occasione Antonio era stato arrestato e poi scontò solo 1 anno ai domiciliari.

Interrogato per diverse ore ha spiegato il motivo del suo gesto, ha svelato il movente che lo ha portato a compiere un gesto così feroce. Ha detto che la moglie era malata terminale e che i medici gli avevano riferito che non aveva più speranze. I Carabinieri hanno subito arrestato il 79enne. In corso l'autopsia sul corpo della vittima. La Polizia ha immediatamente scoperto che l'uomo ha mentito. Paolina Gargiulo non era malata terminale ma mostrava da tempo disturbi psichici. Per questo motivo, infatti, era seguita dal centro di Igiene mentale presente nel quartiere stesso in cui viveva. La notizia è stata accertata e divulgata dal pm.

Dopo un lungo interrogatorio l'uomo è stato messo in carcere senza esitazioni.

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Sono due i suoi avvocati: Marco Monaco e Ivan Palmieri. Alla luce delle dichiarazioni del suo assistito il quale ha detto di essere stanco e provato dalla continua assistenza che doveva dare alla moglie, il secondo sottolinea che il signor Parisi ha agito in questo modo proprio perchè è stato lasciato solo per molti anni, senza un minimo aiuto da parte dello Stato. I legali sono fiduciosi e sperano che l'uomo possa ottenere gli arresti domiciliari.