Emergono nuovi ed inquietanti particolari in merito al giallo del delitto di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra, il cui corpo senza vita venne ritrovato senza vita in un bosco di Chignola D'Isola nell'oramai lontano mese di febbraio del 2011. Vi abbiamo raccontato, in precedenza, della testimonianza di una donna che vide Massimo Giuseppe Bossetti, principale indiziato dell'omicidio, parlare in macchina con una ragazzina che sarebbe stata identificata quale Yara Gambirasio.

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Secondo quanto riferito dal settimanale Giallo e riportato anche dal noto quotidiano Libero, altri nuovi elementi emersi nelle ultime ore, potrebbero aggravare la posizione del muratore di Mapello.

Vediamo perchè.

Yara Gambirasio, testimonianza shock su molestie subìte da due ragazzine

Secondo quanto scritto nelle pagine di 'Giallo', altre due ragazzine della zona di Brembate di Sopra, avrebbero denunciato, negli anni passati, le molestie perpetrate nei loro confronti da un uomo che girava con un furgone bianco. Una delle due ragazzine affermò che il furgone assomigliava a quello che solitamente usano i muratori per svolgere le proprie attività. Inizialmente la denuncia non ebbe un seguito particolare ma le ragazzine, ora, avrebbero collegato quanto loro accaduto con il viso di Massimo Giuseppe Bossetti: infatti, la descrizione del conducente di quel furgone bianco parla di un uomo con i capelli biondi e con un pizzetto.
Naturalmente la difesa del muratore di Mapello, vale a dire l'avvocato Claudio Salvagni sta lavorando su alcuni elementi acquisiti ed in particolare su una persona che potrebbe aiutare a scagionare Massimo Giuseppe Bossetti che, ricordiamo, si trova in carcere ormai dal 16 giugno dell'anno scorso. Nonostante alcuni indizi risultino particolarmente gravi nei suoi confronti, come il ritrovamento del DNA sul corpo della povera Yara Gambirasio, gli inquirenti non sono ancora riusciti ad arrivare alla verità con il muratore che continua a ribadire la propria innocenza e la propria estraneità ai fatti.