La polizia nei giorni scorsi ha avvistato almeno cinque droni mentre sorvolavano siti sensibili a Parigi, tra i quali l'ambasciata americana e la Torre Eiffel tra l'1:00 e le 6:00 della mattina del 25 febbraio . Gli avvistamenti hanno sollevato timori nella capitale francese, ancora in stato di allerta di massima sicurezza dopo sette settimane dagli attacchi a Charlie Hebdo ed il negozio di alimentari Kosher che hanno causato 17 vittime.

Protezioni supplementari sono state prese dai centri commerciali dopo la minaccia lanciata da al Shabaab, la filiale di al-Qaeda con sede in Somalia.

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Il primo drone è stato avvistato dalla polizia a guardia dell'ambasciata americana vicino agli Champs-Elysées attorno all'una di notte. Altri in seguito avvistati sopra la Torre Eiffel, il museo militare degli Invalidi e sopra Place de la Concorde.

Non si capisce se si tratta di un'azione coordinata, la polizia ha comunque aumentato i controlli ma non è riuscita a catturare nessun drone e neanche ad identificare chi li ha pilotati.

Questi sorvoli non sono una novità. Il mese scorso un drone ha sorvolato la residenza ufficiale del presidente, il Palazzo dell'Eliseo, ed a novembre sono stati visti sopra 17 siti di centrali nucleari. Tutti i droni avvistati finora sono stati descritti come standard, piccoli modelli di velivoli senza piloti in commercio, troppo leggeri per poter causare un danno significativo se si schiantassero contro un edificio, addirittura contro una robusta centrale nucleare. Tuttavia questa serie di avvistamenti hanno sollevato timori nell'opinione pubblica per la considerazione che i terroristi potrebbero trovare un modo per trasportare esplosivi o sostanza chimiche tossiche.

Le leggi però parlano chiaro. Tutti coloro che saranno scoperti a pilotare un quadricottero o un qualsiasi altro drone su zone abitate o di interesse strategico senza aver richiesto il permesso, rischiano la pena di un anno di prigione ed un'ammenda di 75mila euro.

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