Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa, era fino al 6 marzo accusato dell'omicidio di sua moglie, ma la decisione a sorpresa del giudice dell'udienza preliminare è stata quella di proscioglierlo dall'accusa, suscitando le vibranti proteste dell'opinione pubblica, espresse anche dai gruppi Facebook dedicati alla donna scomparsa. Anche se si attendono ancora le motivazioni della sentenza, indiscrezioni fondate individuano nel mancato ritrovamento del corpo di Roberta Ragusa il principale motivo per cui Antonio Logli è stato prosciolto da tutte le accuse.

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In effetti sono pochissime le persone in Italia condannate per omicidio in assenza del corpo della vittima poiché il nostro ordinamento prevede che la colpevolezza dell'imputato sia provata oltre ogni ragionevole dubbio e, nei casi come questo non si può avere neanche la certezza assoluta che la vittima sia realmente morta.

Il mondo dei social network si è mobilitato da ben tre anni, ossia da quella maledetta notte del 13 gennaio 2012 in cui Roberta Ragusa sparì nel nulla, per contribuire a cercare la verità su questa tragica vicenda.

Sono più che comprensibili quindi la delusione e le proteste che i moltissimi membri del gruppo Facebook "Troviamo Roberta Ragusa" hanno espresso con veemenza, appena appresa la notizia che il marito della donna unico indagato per l'omicidio volontario della moglie, non avrebbe dovuto nemmeno affrontare il processo perché era stato ritenuto completamente estraneo alla vicenda.

Ad irritare maggiormente tutte le persone che hanno seguito per tre anni il caso della scomparsa di Roberta Ragusa è stato l'atteggiamento provocante tenuto da Antonio Logli subito dopo la sentenza; infatti l'uomo ha affrontato i giornalisti che lo attendevano numerosi dinnanzi al tribunale con un ghigno beffardo, come a voler irridere cronisti ed opinione pubblica.

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L'atteggiamento di Antonio Logli è apparso irriverente verso la memoria della moglie nel corso di tutto il periodo in cui è stato indagato e quindi non c'è da meravigliarsi che l'elettricista di Gello si sia comportato in maniera poco educata anche dopo la sua assoluzione.