Dopo lunghe indagini e la richiesta di rinvio a giudizio a carico di Antonio Logli da parte del Pubblico ministero Giaconi, titolare dell'inchiesta sulla scomparsa di Roberta Ragusa, il giudice Laghezza ha deciso il non luogo a procedere perché "il fatto non sussiste", prosciogliendo di fatto il Logli medesimo, che è apparso visibilmente soddisfatto dalla piega presa dagli eventi. La vicenda ha avuto ampia risonanza sui media, che da tempo danno ampio risalto al caso.



Il giudice dell'udienza preliminare di Pisa Giuseppe Laghezza ha quindi disposto il "non luogo a procedere" perché il fatto non sussiste. La replica di Giaconi non si è fatta attendere.

Il PM ha voluto prendere posizione sulla figura del marito di Roberta Ragusa con queste parole: "Logli è un bugiardo patentato". A questo punto cominciamo a temere che il giallo di Gello sia destinato a rimanere tale, cioè irrisolto.

Giaconi ha le idee molto chiare sul movente dell'ipotetico delitto (ma il corpo dov'è?). Logli avrebbe agito perché aveva visto scoperta la sua relazione extraconiugale con la babysitter di famiglia Sara Calzolaio, diventata la sua amante. Per quanto sia sorprendente, i due amanti erano riusciti a tenere nascosta la loro lovestory per anni a una donna che pure lamentava una certa lontananza del marito e quindi avrebbe dovuto sospettare qualcosa.

Logli, secondo le ipotesi del Pubblico ministero, era terrorizzato dalla prospettiva di una separazione che avrebbe creato inevitabili problematiche giudiziarie anche in ordine all'affidamento dei figli della coppia in questione.

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Da notare che i legali di Logli avevano scelto di non rivolgere istanza per ottenere il procedimento speciale del cosiddetto rito abbreviato, che prevede uno sconto di pena.

Logli era presente in aula ma non ha parlato ed è sembrato particolarmente calmo e controllato. Il PM ha spiegato che intende presentare ricorso in Cassazione se ce ne saranno motivi e condizioni. Si dovrà però attendere il classico deposito delle motivazione della sentenza per capire meglio la situazione.

Nel frattempo i giudici cercheranno nuovi testimoni, dato che il corpo della donna sembra proprio essere svanito nel nulla ed è per questo che si era ipotizzata la distruzione del cadavere di Roberta Ragusa. Se è vero che non c'era una prova certa della responsabilità del marito, gli indizi non mancavano ma evidentemente il giudice investito della questione non li ha ritenuti sufficienti.