E' grande e comprensibile il dolore dei parenti di Teresa Costanza e Trifone Ragone per la prematura scomparsa di due giovani nel pieno delle loro forze, con un futuro davanti a sé. I due convivevano da circa un anno. Secondo gli investigatori il vero obiettivo dell'agguato consumato il 17 marzo 2015 era Trifone. Teresa sarebbe stata uccisa perché testimone troppo scomoda dell'omicidio del fidanzato. Sono sei i bossoli trovati sul luogo del delitto: tre hanno raggiunto l'uomo e tre la donna.

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Un doppio delitto rimasto senza un perché

Le vittime erano originarie del sud ma si erano integrate alla perfezione al nord trovando anche diverse occasioni di lavoro, anche perché Teresa vantava una laurea all'Università Bocconi di Milano e lavorava presso un'Agenzia della Zurich Assicurazioni a Pordenone. Nei giorni successivi ai tragici fatti i giornalisti hanno forse calcato un po' la mano su alcune scelte di vita dei due. Trifone non era solo un soldato dell'esercito e un culturista di alto livello che metteva grande impegno negli allenamenti ma anche un aspirante modello che aveva tentato di entrare in questo mondo riscuotendo anche un certo successo. I funerali dei due sono già stati celebrati, separati: uno a Lodi (quello di Teresa), l'altro ad Adelfia. “Lasciateci in pace, su Trifone stanno uscendo un sacco di inesattezze. Era un bravo e onesto ragazzo.” è stato il comprensibile grido di dolore della famiglia del militare dell'esercito. Questo desiderio deve però contemperarsi col diritto-dovere di cronaca degli operatori dell'informazione che seguono quotidianamente una vicenda che al momento è un vero giallo. Al funerale hanno preso parte migliaia di persone, forse 2mila. Si indaga intanto sui frequenti viaggi in Svizzera dei due mentre è stata seccamente smentita una notizia data ieri: nel bagagliaio dell'auto di Trifone non c'era alcuna pistola come erroneamente affermato in un primo momento. Ci sarebbe però un testimone che dice di avere visto un'auto andare via a grande velocità guidata da una persona con i capelli lunghi. Gli inquirenti sperano di trovare una pista valida per mettere a fuoco il movente del delitto di Pordenone che ha scosso l'opinione pubblica.



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