"Nessuna acquisizione tale da rapportare elementi di vita personale con la nascita prima e l'evoluzione poi della volontà omicidiaria e il successivo occultamento del cadavere del piccolo Loris Stival". Lo ha dichiarato ieri il capo della procura della Repubblica di Ragusa Carmelo Petralia parlando dei primi risultati investigativi della "perquisizione informatica" che era stata effettuata nei giorni scorsi nel carcere agrigentino di contrada Petrusa sui dispositivi in uso a Veronica Panarello, la mamma siciliana presunta infanticida accusata di avere ucciso il figlio Loris Stival a Santa Croce Camerina, nel Ragusano.

Delitto Loris Stival, nessun elemento su eventuali complici della madre

Gli accertamenti informatici sono stati eseguiti anche sugli apparecchi di papà David Stival e sul tablet del piccolo ucciso il 29 novembre scorso. Secondo le valutazioni degli inquirenti non sarebbero emersi significativi elementi investigativi su eventuali complici della mamma siciliana ritenuta l'infanticida del figlio. La donna avrebbe dunque agito da sola, strangolando il bimbo con delle fascette di plastica e nascondendo poi il cadavere in una zona di campagna.

Con molta probabilità l'avviso di conclusione delle indagini preliminari sul delitto del piccolo Loris Stival arriverà entro giugno, dopo lo svolgimento dell'incidente probatorio.

Attesa l'udienza della Cassazione per la scarcerazione di Veronica

Intanto, si resta in attesa della fissazione dell'udienza davanti ai giudici della Suprema Corte di Cassazione che dovranno esprimersi sul ricorso presentato dall'avvocato Francesco Villardita, difensore di Veronica Panarello, per ottenere la scarcerazione della mamma siciliana presunta infanticida.

Il ricorso in Cassazione è praticamente contro la sentenza emessa dal tribunale del Riesame di Catania che, respingendo il ricorso del legale della donna, ha confermato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere ritenendo quindi sussistenti i gravi indizi di colpevolezza che dovrebbero poi diventare prove in sede dibattimentale.

Veronica dal carcere al marito Davide: 'Mi hai abbandonato'

Nel frattempo, Veronica Panarello resta in carcere ad Agrigento dove si sente sempre più sola e soprattutto abbandonata dal marito a cui ha inviato una lettera il cui testo integrale è stato reso noto ieri sera a "Quarto Grado" su Retequattro.

"All'ultimo incontro, il 12 febbraio scorso - ha scritto Veronica al marito Davide riferendosi all'unica visita in carcere - mi hai detto che il sabato saresti tornato, ma di quale mese?", chiede la donna. Ma dopo il nostro abbraccio, che c'è stato, ho creduto - ha scritto la mamma siciliana presunta infanticida - che finalmente mi avresti aiutato nella ricerca della verità, ma sei sparito!".

Caso Loris Stival, il 13 aprile primi accertamenti sui video

Intanto, sul fronte delle indagini, il 13 aprile prossimo, prenderanno il via le operazioni peritali finalizzate a definire le copie forensi di tutti i video acquisiti agli atti delle indagini.

Si tratta praticamente delle riprese effettuate dalle telecamere degli impianti di videosorveglianza pubblici e privati che il 29 novembre 2014, giorno del delitto, filmarono il percorso fatto dall'auto di Veronica Panarello che dopo aver ucciso il figlio a casa, secondo l'accusa, è andata ad occultare il cadavere nei pressi della zona del Vecchio Mulino e dopo se ne andata a un corso di cucina. E' stata poi arrestata nove giorni dopo, inchiodata soprattutto dalla telecamere.

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