Continuano le indagini sul duplice omicidio dei giovani Teresa e Trifone consumato il 17 marzo 2015 a Pordenone nel parcheggio di una palestra. Al 27 marzo 2015 la novità è che si ipotizza che il militare abbia ricevuto una chiamata sul cellulare che lo avrebbe molto allarmato. Al "giallo" stanno lavorando i migliori reparti specializzati dei carabinieri, dai Ris di Parma ai Ros di Udine. I parenti della coppia hanno chiesto massimo rispetto per l'onorabilità di una coppia di giovani bravi ed onesti, in quanto sui media sono apparsi richiami costanti alla passione che i due avevano per i locali notturni: nella frequentazione dei medesimi non c'è infatti nulla di illecito e inoltre stiamo parlando di una coppia giovane in quanto Trifone e Teresa avevano circa 30 anni, che dopo una giornata di lavoro sentiva spesso un legittimo desiderio di svago.

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Sorpresi dal killer in auto

Bisogna partire da una considerazione: Trifone Ragone era un soldato dell'esercito molto efficiente ed allenato, eppure non ci sono segnali di una sua reazione, come se si fidasse o conoscesse la persona che lo ha ucciso a sangue freddo, che potrebbe inizialmente aver avvicinato i due per parlare per poi rivelare le sue vere intenzioni. La coppia era a bordo di una Suzuki Alto. Teresa era alla guida, Trifone seduto sul lato passeggero, con la portiera rimasta aperta. Era appena uscito dalla palestra ed era in ciabatte, quindi particolarmente rilassato e forse anche un po' distratto oppure si è fidato dell'uomo che lo a ucciso poiché lo conosceva.

Lo sviluppo dell'inchiesta

Al vaglio dei magistrati inquirenti ci sono le posizioni di alcuni soldati colleghi di Trifone, per cercare di capire se l'uomo aveva avuto problemi con qualcuno di loro nell'ultimo periodo.

Sarà più complicato risalire a tutti i loro amici e conoscenti incrociati negli anni nei locali notturni frequentati da entrambi, con la ragazza che in particolare amava ballare la lapdance. Sono ovviamente passati al setaccio, al 27 marzo 2015, i tabulati telefonici, sms, e-mail, social networks, come accade ormai in ogni inchiesta moderna, ma c'è dell'altro: secondo quanto affermato da Andrea Biavardi, direttore del giornale specializzato “Giallo”, Trifone avrebbe risposto a una strana chiamata sul cellulare il giorno stesso dell’omicidio ed era apparso turbato da quanto gli era stato detto. C'è un collegamento tra questa chiamata e la spietata esecuzione? Al momento non è dato saperlo. La notizia della telefonata non ha però trovato al momento conferme in Procura quindi solo nei prossimi giorni sapremo qualcosa di più del delitto di Pordenone.

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Di certo capire la natura del possibile movente è la premessa per risalire al nome dell'assassino. La domanda alla quale è necessario dare una risposta chiara è: perché qualcuno li voleva morti?