Pordenone è sotto shock per il duplice delitto dei giorni scorsi, che ha visto cadere due giovani fidanzati sotto i colpi di un killer spietato che li ha attesi all'uscita dalla palestra dove l'uomo, soldato dell'esercito, era solito allenarsi con grande passione. Ad aspettare Trifone Ragone non c'era solo la sua compagna Teresa Costanza ma anche un malintenzionato che evidentemente conosceva bene le abitudini della coppia, originaria del sud.



Studentessa della Bocconi lei, culturista in carriera lui, i due amavano integrare i guadagni con attività extra. Lei lavorava nei locali notturni, lui aveva cercato di affermarsi come modello, riscuotendo buoni risultati.

Da qualche tempo vivevano insieme a Pordenone.

Le ipotesi investigative sulla morte di Trifone e della fidanzata

Secondo gli investigatori l'uomo (o la donna?) che ha sparato a sangue freddo è una persona molto esperta di armi ma per risalire alla sua identità serve mettere a fuoco il movente del crimine che ha profondamente colpito la comunità di Pordenone perché le vittime erano da tutti considerate persone ben integrate e lavoratrici. Anche Teresa Costanza infatti aveva un buon lavoro e precisamente era impiegata di un'agenzia di Assicurazioni. In passato aveva lavorato anche a Milano. Sul lavoro era stimata, considerata un elemento serio e affidabile. Contro l'uomo, Trifone Ragone, sono stati sparati tre colpi, mentre due sono stati diretti a Teresa Costanza.



Secondo l'interpretazione degli uomini del Reparto Crimini Violenti del Ros per risolvere il rebus bisogna capire in quale guaio si erano cacciati questi due ragazzi. Già, perché per odiare due persone al punto di sparare loro a bruciapelo deve esserci qualche retroscena di un certo rilievo. 

Altri particolari sulla triste vicenda

L'arma utilizzata è una calibro 7.65 di non difficile reperibilità ed è proprio sull'individuazione della stessa, che non sarà certo facile, che si stanno concentrando gli sforzi di chi indaga sul caso Ragone-Costanza.

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Non si tratta di un modello particolarmente raffinato ma evidentemente la mano che ha sparato è particolarmente allenata ed abile nell'impiego di armi di queste caratteristiche.

Cosa c'è dietro tutto questo? L'ipotesi più semplice è quella di natura passionale (uno spasimante non ricambiato?) ma allora perché due morti e tanto odio? Una vendetta potrebbe essere originata da qualche "traffico particolare", magari di stupefacenti o di anabolizzanti, visto che Trifone frequentava una palestra con grande profitto, ma al momento non c'è alcun elemento che concretamente porti in tale direzione. Nei prossimi giorni probabilmente sapremo qualcosa di più su questa vicenda di cronaca nera.