Pasquale Barra portavoce di Raffaele Cutulo, leader della Nuova Camorra Organizzata, è morto all'età di 72 anni. L'uomo stava scontato nelle carceri di Ferrara, l'ergastolo per aver ucciso con 40 coltellate il malavitoso Francis Turatello. Gli organi interiori della vittima erano talmente lesionati che non si riuscì a capire se furono lacerati dalle pugnalate o dai morsi di Barra, da qui gli valse l'appellativo di "o animale". Barra commise molti altri omicidi soprattutto in carcere, ma diventò popolare per aver denunciato ingiustamente il presentatore Enzo Tortora facendolo finire in prigione con accuse gravi.

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Chi era Enzo Tortora

Enzo Tortora era un genovese classe 1928, aveva conseguito la laurea in giornalismo. A 23 anni iniziò a lavorare negli studi Rai in un programma radiofonico, Campanile d'oro.

Apparve in video nel 1956 a fianco di Silvana Pampanini. Da quel momento cominciò a presentare importanti trasmissioni televisive come Campanile sera, Il gambero, La Domenica Sportiva. Nel 1970 venne licenziato dalla Rai per aver pubblicato un'intervista, a quei tempi un po' fuori dagli schemi, ma nel 1977 rientrò negli studi della Televisione pubblica con Raffaella Carrà. Il successo gli arrivò con Portobello. Negli anni Novanta furono molti i format che presero spunto da Portobello come Stranamore, Carramba che sorpresa, Chi l'ha visto?, I Cervelloni.

Il caso Enzo Tortora

Venerdì 17 giugno 1983, Enzo Tortora fu raggiunto dai carabinieri in un albergo e arrestato per traffico di stupefacenti e associazione di stampo camorristico. Quel giorno il presentatore doveva andare in Rai per firmare il contratto che lo avrebbe messo al timone di una nuova stagione di Portobello, invece gli italiani videro l'immagine disorientata di Tortora, entrare nelle loro case, con le manette ai polsi.

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Tortora fu accusato perché nell'abitazione del camorrista fu ritrovata un'agendina con il suo nome e il numero di telefono. Solo dopo, le indagini calligrafiche provarono che non si trattava di Tortora, ma di Tortona e il numero telefonico non apparteneva nemmeno al presentatore.

Il 29 maggio 1982 venne approvata la legge sui pentiti e Pasquale Barra per usufruire dei benefici fornì una lista di ipotetici camorristi. In quel periodo ci furono 850 arresti di presunte persone appartenenti alla Nuova Camorra Organizzata, tra cui Enzo Tortora. Ma non fu soltanto Barra ad accusare il giornalista, infatti la sua posizione si aggravò, quando in sede di interrogatorio altri 15 pentiti fecero il suo nome. Pasquale Barra al processo si rifiutò di deporre e di confermare le accuse a carico di Enzo Tortora. Il presentatore scontò sette mesi di reclusione e continuò la detenzione agli arresti domiciliari.

Nel giugno 1984 fu eletto deputato al Parlamento Europeo nelle liste del Partito Radicale.

Le testimonianze di altri pentiti condannarono Enzo Tortora a dieci anni di carcere. Il pubblico ministero rivolgendosi al legale del presentatore disse che il suo cliente entrò nel Parlamento Europeo con i voti della camorra. Enzo Tortora si dimise da europarlamentare e rinunciò all'immunità parlamentare, continuando a scontare la sua pena agli arresti domiciliari.

Il 15 settembre del 1986 Enzo Tortora fu assolto con formula piena. Il 20 febbraio 1987 rientrò nelle case degli italiani con Portobello. Il pubblico in studio lo accolse con una standing ovation, lui si mostrò visibilmente commosso e con un fil di voce disse: "dove eravamo rimasti?" Un anno dopo Enzo Tortora morì di cancro, era il 18 maggio 1988.