Quello sulla morte della giornalista Ilaria Alpi è un depistaggio che dura oramai da tempo. A distanza di quasi ventuno anni ancora ci si chiede il perché furono uccisi Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, a quanto pare avrebbero fatto scoperte scottanti, ma non riuscirono in tempo a tornare in Italia per renderle pubbliche in quanto furono eliminati prima. Furono fermati probabilmente, per non far sapere alcune attività illecite che avvenivano a Mogadiscio. Lo staff della nota trasmissione RAI Chi l'ha Visto, ha comunque trovato un testimone, il quale ha confessato di essere stato costretto a depistare su questo caso.

Non perdere gli ultimi aggiornamenti Segui il Canale Cronaca Nera

Jelle, così viene confidenzialmente soprannominato, ha fatto un nome preciso alla giornalista Chiara Cazzaniga, colui che gli avrebbe al suo tempo promesso del denaro in cambio di una falsa testimonianza.

Jelle è irreperibile per la giustizia italiana da più di dieci anni, Cazzaniga lo ha incontrato nel Regno unito.

Anni di bugie, piani loschi e depistaggi

"Io ho detto una bugia che poteva passare per verità, ovvero ho affermato che ero presente in quel luogo quando non lo ero davvero. In tal modo fu montata una storia e fu detto che Ilaria era morta per una rapina" ha spiegato Jelle alle telecamere. Cazzaniga ha chiesto poi al supertestimone a cosa sarebbe servito tutto questo, ecco la risposta: "Secondo gli accordi, loro mi avrebbero portato via dandomi dei soldi, io non c'ero quando la povera Ilaria fu eliminata e secondo quanto dicono i somali, la ragazza fu assassinata per motivi politici".

Alla domanda: "Non si tratto dunque di una rapina?", Jelle ha confermato: "Quella fu una storiella ovviamente, ma ciò che dice la gente è diverso; lei aveva scoperto qualcosa".

I migliori video del giorno

Dunque Jelle in cambio di soldi avrebbe dovuto fare dei nomi falsi riguardo le morti di Ilaria e Miran. Alla fine Jelle ha fatto un nominativo: "Colui che mi promise i soldi per depistare fu l'ambasciatore Cassini". Cassini è ambasciatore, consigliere del ministero dell'ambiente dal 1994, nel 1996 fu mandato in Somalia come capo delegazione con il compito di attuare la riconciliazione tra i vari clan. L'allora vicepremier chiese a Cassini di indagare sulla reale fine di Ilaria Alpi, ma cosa c'entra in realtà Cassini? "Trovo ignobile che un giovane somalo testimoni il falso-ha spiegato Cassini-perché ricattarmi dopo venti anni e non farlo all'epoca?"