Dopo anni di battaglie civili e sentenze della cortecostituzionale e rinvii, oggi 31 marzo 2015, seppure tra ritardi ed inadempienzedelle regioni, chiudono gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, definiti “estremo orrore”dall'allora presidente Giorgio Napolitano.
Quali sono le tappe che hanno portato a questa svolta?
È a partire dagli anni ’70 che in Italia nascono gli OPG,eredi dei vecchi manicomi criminali. Sono 6 e dipendono dal ministero dellaGiustizia. Nonostante l’evolversi della cultura psichiatrica e numerosesentenze della consulta che ne ribadiscono l’incostituzionalità, restano immutatiper decenni, lacerando vite psichiche e fisiche di migliaia di persone.
Nel2008 il Consiglio d’Europa le definisce “luoghi di tortura”. Dopo due anni,grazie ai ripetuti sopralluoghi a sorpresa della Commissione d’inchiesta sulServizio Sanitario Nazionale che rivela “pratiche cliniche inadeguate e lesivedella dignità della persona”, viene deciso per la loro chiusura. La legge delfebbraio 2012, stabilisce che a decorrere dal 31 marzo dell’anno successivo,gli Opg siano sostituiti da strutture sanitarie dipendenti dalle Asl predisposte dalle regioni. Con la proroga dell’aprile 2014, arriviamo alla datadi oggi, che per molti segna la fine di una intollerabile barbarie, seppure traritardi, inadempienze ed incognite per il futuro
Le nuove residenze
Si chiamano Rems ovvero Residenze per l’Esecuzione delle Misuredi Sicurezza e sono le strutture predisposte dalle Regioni, dove sarannotrasferiti i detenuti rimasti nei vecchi Opg.
Ad oggi sono pronte solo inEmilia Romagna, in Basilicata ed in parte nel Lazio.
Come funzionano le Rems?
Secondo Mila Ferri, responsabile servizio salute mentaledell’Emilia Romagna: “Sono strutture a gestione completamente sanitaria dovenon ci sarà sorveglianza da parte della Polizia Penitenziaria. La tutela dellasicurezza di queste strutture (che devono ospitare persone ritenute comunquepericolose ed incapaci di intendere e di volere) è affidata alla prefettura, nelsenso che le regioni stipulano accordi con le locali prefetture per leevenienze che dovessero verificarsi. Nella struttura di Bologna ci sono 14posti, e Parma ne ha dieci. Con questa capienza si dovrebbe soddisfare l’esigenzadell’Emilia Romagna.
Non si dovranno ospitare le persone per tutta la duratadella misura di sicurezza, ma sono strutture all'interno delle quali vienefatto il trattamento ed iniziata la riabilitazione, e poi auspicabilmentepossono accedere alle misure alternative dei trattamenti ordinari che vengonofatti nei servizi di salute ambientale nel territorio regionale.” In pratica però non chiudono proprio oggi i 6 ospedali psichiatricigiudiziari italiani, ma le 741 persone che vi sono ospitate usciranno in maniera graduale per andarenelle nuove strutture, e fino a che queste non verranno approntate,rimarranno negli Opg.