L'inchiesta della Procura di Firenze è solo l'ultima in ordine di tempo sulla corruzione e segue molte altre indagini aperte in tutta Italia sul tema. L'operazione è scattata alle prime luci dell'alba di oggi, così come riportato dall'ANSA, e su coordinamento della Procura di Firenze, ha portato il reparto dei ROS dei Carabinieri ad eseguire quattro arresti e a notificare circa 50 avvisi di garanzia. Il focus dell'indagine è la gestione illecita degli appalti, in particolare per le grandi opere.

I magistrati sono partiti dagli appalti toscani sull'Alta Velocità, per estendere poi le indagini anche ad altre opere, tra le quali: gli appalti dell'Alta Velocità su tutto il centro-nord Italia, alcuni appalti per l'EXPO 2015, e poi ancora Fiera Milano, Fiera Roma, Metro 5 Milano e Autostrada Salerno Reggio-Calabria.

Le indagini hanno portato alla luce quello che i magistrati hanno definito un "articolato sistema corruttivo" al cui vertice si risale ad Ercole Incalza.

Incalza è stato per quattordici anni un personaggio di primo piano del Ministero dei Lavori Pubblici. Un super manager che ha gestito la cosa pubblica ai più alti livelli ed è passato indenne attraverso sette governi, sia di destra che di sinistra. Insediatosi nel 2001 come capo della segreteria tecnica del Ministro Pietro Lunardi, con il Governo Berlusconi, ha proseguito la sua carriera con il Ministro Antonio Di Pietro, passando poi sotto il Ministero di Matteoli, di Passera ed infine di Lupi, attuale Ministro in carica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Ministero che dal 2008 ha inglobato il Ministro dei Lavori Pubblici).

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Attualmente Incalza risulta essere consulente del Ministero.

I reati contestati a Ercole Incalza e agli altri 3 arrestati sono di corruzione, induzione indebita, turbativa d'asta e altri reati inerenti violazioni sulla gestione della cosa pubblica. Le perquisizioni, comunque, sono ancora in corso sia nei domicili degli indagati, sia nelle diverse società che sono sotto attenzione dell'indagine, tra cui RFI, società del Gruppo Ferrovie dello Stato, e ANAS International Enterprise. Al centro dell'indagine, i rapporti non limpidi tra Incalza e Stefano Perotti, imprenditore al quale sarebbero state assegnate diverse gare per progettazione e direzione di lavori per le grandi opere. In tempo di crisi, si ricorda che la corruzione costa al Paese Italia un punto di PIL di decrescita (circa 300 miliardi di euro di ricchezza persi all'anno).