Veronica Panarello Stival è stata ascoltata questa mattina, 24 aprile 2015, all'interno del carcere di Agrigento, dov'è ristretta con l'accusa di avere ucciso il piccolo Loris, suo primogenito di soli otto anni, utilizzando delle fascette stringicavo generalmente usate dagli elettricisti nel loro lavoro. Fu proprio la donna a consegnare alcune di tali fascette in suo possesso alle maestre di Loris. Negli ultimi giorni la sua posizione è leggermente cambiata. Loris è stato ucciso nel mese di novembre 2014.

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Il piccolo non era felice?

Resta il mistero della notevole magrezza del bimbo ucciso. A giudicare dalle immagini che circolano il bimbo era evidentemente sottopeso. Per Il Messaggero il medico che seguiva Andrea Loris aveva notato un marcato dimagrimento poco prima dei tragici fatti che lo hanno visto vittima della furia omicida dell'assassino. Secondo alcuni vicini di casa a quell'appartamento provenivano a volte le grida della madre contro il figlio e anche un recente scatto nervoso del marito Davide Stival contro la donna durante un colloquio in carcere non contribuisce certamente ad accreditare l'immagine di una famiglia serena.

Veronica Panarello e Davide Stival sono ormai ai ferri corti e sembra che la donna sia intenzionata a chiedere il divorzio poiché si è sentita abbandonata da suo marito.

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A partecipare al colloquio con Veronica Panarello sono stati gli investigatori di carabinieri e polizia incaricati dalla Procura di Ragusa delle indagini sull'omicidio di Loris e il magistrato Marco Rota. La donna porta avanti la sua linea difensiva continuando a dichiararsi estranea ai fatti anche se almeno inizialmente le immagini registrate dalle 40 videocamere presenti sul territorio sembravano deporre contro la sua versione in quanto la donna non avrebbe mai accompagnato il piccolo a scuola quel mattino.

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Cronaca Nera

Non conosciamo ancora i particolari del colloquio di oggi ma di certo Veronica Panarello è sempre stata coerente con la sua linea difensiva: si dichiara innocente e tale è ritenuta fino a prova definitiva e dunque a sentenza passata in giudicato.

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