Da qualche mese non sentiamo più parlare di Ebola, la malattia che per oltre un anno ha provocato oltre diecimilaseicento vittime, soprattutto in Sierra Leone, Guinea e Liberia. Con alcuni casi anche nei Paesi confinanti e giungendo in America (ma per il trasferimento dei medici infettati) e in Europa, con alcuni allarmi che hanno riguardato anche l'Italia.

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Ma ora l'Africa e la comunità internazionale - soprattutto nell' Organizzazione mondiale della Sanità - sono allarmate da una nuova malattia sconosciuta; che in Nigeria ha mietuto già diciassette vittime. Preoccupati perché non sembra essere conosciuta appunto, ma soprattutto, perché è in grado di uccidere nel giro di poche ore. Quali sono i sintomi e quali pericoli corriamo?

I sintomi sono purtroppo molto comuni

Come riporta Centrometeoitaliano, i sintomi sono molto comuni a quelli di tante altre malattie.

La zona colpita dalla nuova malattia
La zona colpita dalla nuova malattia

Anzi, per la loro sintomaticità, potrebbero essere facilmente presi sottogamba. La persona affetta soffre infatti di emicrania, problemi alla vista, perdita di conoscenza e di peso. Ma la cosa assurda è che provoca la morte in meno di un giorno. Per ora l'epicentro dell'epidemia si trova nella città di Ode Irele, nello stato di Ondo. Focolaio della strana e misteriosa patologia da lunedì scorso.

Quali pericoli per l'Italia?

L'Oms come detto è già allertato ed è già giunta sul posto per capirne di più, collaborando assieme al ministero della Sanità nigeriano e altre Onlus impegnate in campo medico.

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L'Italia non deve certo creare allarmismi, né sciacallaggi politici razzisti, ma comunque informarsi il più possibile sulla sua conoscenza, giacché come noto, il nostro Paese è particolarmente esposto all'immigrazione proveniente dal Continente nero (è notizia di poche ore fa che una nuova tragedia si è consumata nel canale di Sicilia, si parla di 700 vittime). Anche perché, quando l'Ebola era al suo apice, non abbiamo certo dimostrato di avere particolari sistemi di controllo e sicurezza.

Inoltre, è tristemente noto quali siano le condizioni sanitarie dei paesi africani, vettori veloci di virus.

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