Un documento di capitale importanza quello rinvenuto tra i detriti del A320 della Germanwings, l'aereo precipitato lo scorso 24 marzo tra le Alpi francesi sulla tratta Barcellona-Dusseldorf a causa della follia del copilota Andreas Lubitz. Il video, girato con un telefono cellulare, registra gli ultimi attimi prima dello schianto dell'Airbus nel quale sono morte 150 persone. Una fonte vicina all'inchiesta che ne ha visionato il contenuto, lo rivela al sito del settimanale francese Paris Match.

Il giornale ha descritto il video in questione, il quale confermerebbe la ricostruzione emersa già dalla testimonianza della scatola nera.

Ma i nuovi dettagli emersi sono sconcertanti. "La scena è talmente caotica che non si distingue nessuno - riferisce il sito - ma le grida dei passeggeri rivelano che erano perfettamente coscienti di ciò che stava per succedere". Paris Match, infatti, spiega come si senta gridare 'oh mio Dio' in diverse lingue, e dei colpi metallici rivelerebbero i tentativi del pilota "per oltre tre volte" di sfondare la porta con un oggetto pesante, presumibilmente l'ascia di sicurezza, come già ipotizzato dopo le prime analisi della scatola nera. A pochi istanti dalla fine si vede una forte scossa, le urla si intensificano. Infine un rumore più intenso, poi più nulla. Lo stesso sito divulga, inoltre, la trascrizione del file audio della scatola nera recuperata subito dopo lo schianto. Si tratta degli ultimi 14 minuti nella cabina di pilotaggio dell'Airbus 320.

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"Per l'amor di Dio, apri questa porta!" sarebbero le ultime parole del comandante.

La compagnia sapeva

È diventata ufficiale la notizia che Lufthansa era a conoscenza dei problemi psichici del pilota che ha trascinato 149 persone nel suo gesto suicida: nel 2009 Lubitz aveva scritto alla scuola piloti Lufthansa per comunicare di un "grave episodio depressivo poi rientrato". Tuttavia, dopo l'interruzione ''al copilota è stata confermata la necessaria abilitazione medica al volo''. È la stessa compagnia a renderlo noto, specificando di aver consegnato agli inquirenti tutto il materiale di natura medica e i documenti interni, tra cui gli scambi di mail tra scuola e pilota.

La procura di Duesseldorf rivela che Lubitz, ancora prima di iniziare la carriera professionale di pilota era stato classificato come "a rischio suicidio" e dunque in terapia. Eppure il trattamento si era concluso prima dell'inizio del percorso che porta alla licenza di volo professionale, ed è stato così possibile che gli venissero affidate le vite di 149 persone.

Secondo un tweet della tv francese i-Télé, anche il padre del giovane pilota era a conoscenza della depressione del figlio. L'avrebbe confermato alla polizia tedesca, mentre la madre ed il fratello del copilota saranno ascoltati presto dagli investigatori.

La compagnia aerea intanto ha cancellato le celebrazioni per i 60 anni della sua fondazione previste per il 15 aprile, come gesto di "rispetto nei confronti delle vittime" della Germanwings. La compagnia rende noto che prenderà invece parte all'evento commemorativo delle 150 vittime del disastro nel duomo di Colonia.