Cresce il numero delle vittime del terremoto avvenuto sabato 25 aprile nell'area centro-occidentale del Nepal. Le ultime stime del ministero degli Interni di Kathmandu riferiscono di 4138 morti accertati - la Caritas ne teme 6.000 - e 7000 feriti. Gli italiani che hanno perso la vita sono saliti a 4, mentre 40 sono dispersi.

I "nostri" morti sono 2 dei 4 speleologi del Soccorso alpino del Trentino Alto Adige di cui non si avevano più notizie: Oskar Piazza e Gigliola Mancinelli, che si trovavano insieme agli altri nel villaggio di Langtang. La Mancinelli, 51 anni, di Ancona, era medico anestesista, oltre che tecnico speleologo.

Le altre due vittime italiane sono 2 alpinisti trentini: il sessantenne Renzo Benedetti, nato a Segonzano in Val di Cembra, direttore della scuola di alpinismo della Sat di Cavalese, e Marco Pojer, che lavorava nella cucina di una scuola materna. Sono stati travolti da una frana staccatasi da una montagna mentre facevano trekking a 3.500 metri nella Rolwaling Valley. Avevano deciso di fare una leggera deviazione del percorso per portare medicine ad un'anziana nepalese che conoscevano.

Gli italiani sopravvissuti

Alla stessa spedizione di Benedetti e Pojer avevano partecipato Iolanda Mattevi, trentina di Segonzano, che è rimasta ferita - ora si trova in ospedale con l'avambraccio ed un dito fratturato - e Attilio Dantone, trentino della Val di Fassa, miracolosamente illeso. E' in buona salute anche Giovanni "Nanni" Pizzorni, 52 anni, di Recco (Genova), esperto torrentista.

Ha telefonato ai suoi familiari per rassicurarli Giovanni Cipolla, scalatore 24enne veronese dato per disperso. Salva anche una turista di Bergamo, Fiorella Fracassetti, 39 anni, che dovrebbe tornare martedì in Italia, e tre marchigiani, l'avvocato anconetano Francesco Tardella, specializzato in diritto fallimentare ed ex presidente del Rotary Ancona-Conero, e due turiste senigalliesi, Claudia Greganti, 38 anni, e Tiziana Cimarelli, 58. I tre si trovavano a bordo di una jeep con l'autista e una guida turistica, quando sono stati travolti da una frana. Stanno tutti bene. Così come due amici alpinisti di Fano, Pietro Marcucci e Luca Cantiani, localizzati ai piedi dell'Everest.



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