Nel 2014 è stato abolito il programma di salvataggio Mare Nostrum, implementato dall'Italia, e al suo posto è stato istituito il piano Triton. Mare Nostrum aveva salvato 100mila vite in un anno, ma costava troppo: 114 milioni di euro. I Paesi del nord dell'Europa sono sempre stati diffidenti nei confronti del piano perché poteva incoraggiare l'immigrazione e avrebbe provocato un aumento degli arrivi sulle coste europee.

Ma il numero di migranti è comunque in aumento e le strage di migranti sono sempre di più, per cui è necessaria una soluzione alternativa.

Cosa è cambiato negli ultimi mesi? Oltre alla criticità dei conflitti in Libia, Siria e Irak, l'Unione Europea ha modificato la gestione del fenomeno. E forse dovrà farlo ancora.

Fino all'anno scorso, Mare Nostrum - operazione militare e umanitaria guidata dal governo italiano del premier Enrico Letta, permetteva di soccorrere le imbarcazioni nel Mediterraneo. Era partita a ottobre del 2013 e si era conclusa il 1° novembre del 2014. Costava all'Italia 9 milioni di euro ogni mese. Facevano parte di Mare Nostrum 1.000 persone, con elicotteri, di ricerca e soccorso, aerei, droni, cinque navi e sottomarini.

L'operazione dell'Unione europea Triton, invece, è molto più modesta. Implementata il 1° novembre del 2014 sorveglia le acque limitrofe italiane e coordina l'Agenzia Europea di Frontiere (Frontex). Ha come obiettivo il controllo, non il salvataggio, e opera a Lampedusa e a Porto Empedocle. Il costo è di 3 milioni di euro al mese.

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