Per fare fronte alla piaga degli stupri in India, uno dei quali si era consumato su un autobus e si è concluso con la morte della vittima, il governo di New Delhi ha deciso tra l'altro di far assumere una donna proprio come autista di autobus. Si chiama Saritha, ha 30 anni e dice: "Ogni tanto i passeggeri si sorprendono a vedermi al volante. Ma con una donna come autista si sentono tutti più sicuri. Spesso poi, prima di scendere, mi fanno i complimenti e mi dicono che guido bene".

Il precedente

Il 16 dicembre 2012 una studentessa di 23 anni aveva subito uno stupro di gruppo ed era poi deceduta in un ospedale di Singapore per le ferite riportate - era anche stata gettata fuori dal finestrino dopo aver subito la violenza -.

L'episodio aveva suscitato un'ondata d'indignazione e di proteste in tutto il paese: proteste di donne stanche delle frequenti violenze sessuali.

Nel settembre dell'anno successivo 4 responsabili, Mukesh Singh, 26 anni, Vinay Sharma, 20 anni, Pawan Gupta, 19 anni, e Akshay Thakur, 28 anni, sono stati condannati alla pena di morte per impiccagione. In seguito uno di loro, il ventenne, è stato massacrato di botte in carcere dai compagni di cella sotto gli occhi dei secondini, che non sono intervenuti.

Questo è stato il primo caso in India di condanna alla pena capitale per reati sessuali. Un quinto imputato, 17enne all'epoca dei fatti, è stato condannato a tre anni di riformatorio, il massimo della pena nel paese per un minore di 18 anni. Infine Ram Singh, 33 anni, autista dell'autobus ed ideatore dello stupro, si è apparentemente tolto la vita in prigione.

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L'assunzione dell'autista Saritha

Da allora altre violenze contro bambine, ragazze e donne sono seguite in Indiae il governo ha deciso d'intraprendere una campagna per cercare di porvi un freno. Ne fa parte l'iniziativa di assumere la prima e finora unica donna conducente di autobus a New Delhi, dove le molestie sono spaventosamente frequenti. Anzi, secondo un recente sondaggio della Thomson Reuters Foundation la capitale indiana è una delle città più pericolose al mondo per le donne sui mezzi di trasporto pubblici, dopo la capitale colombiana Bogotà, Città del Messico e la capitale del Perù.

"Con il mio lavoro, cerco ogni giorno di dare coraggio alle altre donne, perché si facciano avanti in quei lavori che tradizionalmente sono fatti da uomini. E forse vedendo una donna alla guida di un mezzo pubblico, anche le passeggere si sentiranno più sicure", spiega Saritha.