La signora Lucrezia Tudor aveva un tumore maligno, con svariate metastasi su tutto il corpo. I dottori erano ovviamente poco fiduciosi e le avevano dato poche settimane di vita. La forza della preghiera l'ha salvata. Il giornalista Francesco Dora, della nota rivista settimanale Grand Hotel, ci porta a conoscenza di un evento straordinario verificatosi in Romania. Don Victor Tudor è un sacerdote, in origine di fede ortodossa, che dopo il miracolo di guarigione subìto da sua madre, si è convertito al cattolicesimo. Addirittura, il prete in questione ha fatto costruire nella cittadina di Pesceana (contea di Valcea) la primissima chiesa rumena dedicata al Santo Padre Pio da Pietrelcina.

Questa storia ha del surreale e dell'incredibile, sembra davvero uscita da un romanzo fantasy.

Una storia straordinaria, con un bellissimo lieto fine

A raccontarcela pazientemente è lo stesso don Victor il quale ha esordito: "Tutto iniziò 13 anni fa, mia madre all'epoca aveva 71 anni e stava molto male. I medici non riuscivano a formulare una diagnosi precisa e quindi dovette passare diversi ospedali prima di comprendere la sua reale malattia. Poco dopo, mia madre iniziò a tossire sangue ed a provare forti dolori, con tanto di febbre alta. Tornammo in ospedale, le fecero un'ulteriore tac ed il risultato fu sconcertante, un tumore al polmone sinistro". A questo punto la famiglia di don Victor si riunì tutta, per decidere sul da farsi, furono interpellati i migliori specialisti rumeni, i quali non poterono fare altro che confermare la diagnosi.

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I medici inoltre affermarono che la situazione era più grave di quanto si fosse previsto: l'80 percento del polmone già compromesso e l'esclusione di qualsiasi intervento chirurgico per l'anziana signora. Il povero Victor, disperato, decise di affidarsi all'aiuto di suo fratello Mariano. Mariano è un artista e vive e lavora a Roma, è solito frequentare amicizie famose, tra queste un importante oncologo, medico peraltro di Bill Gates.

Lui accettò di visitare la donna e fu fissato un appuntamento. Purtroppo le condizioni erano intanto peggiorate, la madre di Victor e di Mariano aveva la febbre a 40 gradi e non riusciva a reggersi in piedi. In aereo fu costretta a viaggiare su una barella. Quando il medico in questione iniziò a visitarla, si spaventò delle condizioni critiche di Lucrezia. Dopo gli opportuni esami, il dottore affermò che qualsiasi operazione era fuori discussione. "Qualsiasi intervento sarebbe stato inutile-ha raccontato Victor-le metastasi erano troppo numerose". L'unica soluzione era un palliativo, degli antidolorifici, giusto per alleviare i dolori prima della morte.

Nonostante tutto, la signora Lucrezia era serena, sapeva tutto ed accettò stoicamente il suo triste destino. Alla fine Victor e Mariano decisero, che la loro amata mamma sarebbe rimasta a Roma, per essere più vicina all'ospedale per le terapie. Fu proprio in Italia che Lucrezia conobbe il Frate di Pietrelcina. A spiegarcelo è sempre lo stesso don Victor: "Mio fratello si occupa di arte sacra e stava lavorando per una chiesa vicino l'aeroporto di Guidonia, un giorno noi lo accompagnammo e mentre mia madre girava per l'edificio sacro, rimase affascinata davanti ad una statua di Padre Pio, da quel giorno fece amicizia con lui". La signora Lucrezia conversava per ore con la stua del Santo, confidandogli tutto, della sua vita, della sua famiglia e della sua malattia. Dopo la nuova tac, l'evento miracoloso: la massa tumorale era scomparsa!