Si conclude tempestivamente, con l'arresto del responsabile, la brutta storia della rapina con abuso sessuale ai danni di una 43enne tassista in servizio nella capitale. Ti aspetti un balordo, un disperato, un soggetto palesemente deviante dai banali schemi del quotidiano e invece il volto di Simone Borgese è quello del bravo ragazzo della porta accanto e non è un caso che fosse andato a nascondersi nell'appartamento dei nonni.



L'uomo ha confessato tutto al pubblico ministero dr. Eugenio Albamonte, ma ha fornito una spiegazione tutta da decifrare.

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"E' stato un raptus." ha detto. Troppo poco per capire cosa è successo, come non è ancora dato sapere se ha agito sotto effetto di particolari sostanze.

Come si è detto  Borgese è stato bloccato a casa dei nonni, grazie alla fondamentale testimonianza di un altro tassista che pochi giorni prima lo aveva avuto come cliente. In quella occasione il giovane, senza possibilità di pagare, aveva lasciato il suo numero di cellulare per essere rintracciato e aveva con se una borsa come quella segnalata dalla vittima.

Oltre a mostrarsi quindi piuttosto ingenuo e maldestro, Borgese ha anche dei brutti precedenti: in passato ha rapinato un Autogrill ed è venuto alle mani col compagno della madre.



Alcune tassiste si sono radunate davanti alla questura, per dare solidarietà alla collega ma anche per sensibilizzare le istituzioni circa i rischi da loro corsi quotidianamente. La triste vicenda di cronaca conferma, se mai ce ne fosse bisogno, la recrudescenza della criminalità in una metropoli come Roma. Sono infatti frequenti i casi di rapina dei quali cadono vittima i tassisti.

La Procura di Roma ha intanto inviato al gip la richiesta di convalida del fermo e l’emissione del provvedimento di custodia cautelare in carcere.

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Spetterà al Gip fissare l’interrogatorio di garanzia che potrebbe avvenire tra domani e mercoledì nel carcere di Regina Coeli dove Borgese è stato ristretto. L'uomo è padre di una bambina di sette anni. Il profilo facebook dell'uomo è stato chiuso perché in molti lo stavano insultando vista la gravità dei fatti a lui addebitati. Vi ricordiamo che l'uomo avrebbe confessato tutto agli inquirenti.