Mentre l'Italia impegna risorse economiche e fisiche per accogliere migliaia di immigrati africani che fuggono dalle guerre, la Cina si sta espandendo proprio nella loro Africa. Da circa dieci anni i cinesi, organizzati e ben guidati dai loro governanti, hanno iniziato un esodo di massa che si prevede porterà in Africa 300 milioni di persone.

Le ragioni di questo esodo cinese sono la carenza di risorse energetiche e di materie prime il sovrappopolamento che ha reso la Cina un territorio insufficiente per un popolazione in continua espansione. Pechino ritiene che l'Africa rappresenti per la Cina una risorsa irrinunciabile e mira a farla diventare uno stato satellite, per questo mastodontico progetto è disposta a sborsare fior di sterline.

Kilamba, la città costruita per 500.000 abitanti e inaugurata nel 2011, è l'ultima realizzazione in ordine di tempo delle maestranze cinesi e sorge alla periferia di Luanda, in Angola. Altri insediamenti delle stesse dimensioni sono sorti a Dar_es_Salaam e a Nairobi. Si può dire che la Cina abbia esteso i suoi insediamenti dalla Nigeria al nord, in Guinea Equatoriale, Gabon e Angola a ovest, attraverso il Ciad e il Sudan ad est e a sud attraverso lo Zambia, lo Zimbabwe e il Mozambico. In questi luoghi i cinesi la fanno da padroni, hanno creato delle comunità chiuse che, molto spesso, escludono la gente di colore.

Gli africani vengono tenuti lontani dalle città cinesi anche se i loro mercati vendono prodotti made in Cina, La gente di colore non viene impiegata per lavorare nei vari cantieri, sono ritenuti un popolo di fannulloni e quindi sostituiti da personale cinese, spesso sbarcato direttamente dalla Cina.

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I vari dittatori africani, che dovrebbero tutelare i loro popoli, in realtà preferiscono fare affari con i cinesi e alle loro condizioni visto che vengono pagati in contanti e riforniti di armi e munizioni per le guerre intestine che da sempre flagellano l'Africa. Per sopravvivere e per fuggire alle guerre agli africani non rimane che emigrare, così arrivano sulle coste italiane disperati, rischiando la vita sui barconi di scafisti senza scrupoli, alla ricerca di quel lavoro che in patria non hanno diritto di avere.

La situazione meriterebbe la massima attenzione del mondo occidentale, ma, fino ad ora, nessuno si è occupato di questa faccia del problema immigrazione. Quello che è certo è che quando l'Europa affronterà seriamente il fenomeno di questo esodo di massa non potrà prescindere dal considerare la grande espansione cinese in Africa, dai metodi che caratterizzano questa espansione e del prezzo che i popoli africani stanno pagando e continueranno a pagare.