3

Nella puntata andata in onda ieri sera, mercoledì 6 maggio, su La 7 nella trasmissione "La Gabbia", Gianluigi Paragone ha riportato all'attenzione della cronaca uno scandalo che rischia di passare, come al solito, in sordina. Già da tempo infatti da più parti arriva la denuncia dell'importazione di semi lavorati in Romania, una sorta di impasto non fermentato e congelato che viene tenuto sotto zero nei frigoriferi italiani anche per due anni e poi venduto come fresco a prezzi esorbitanti nella grande distribuzione.

La Coop sei tu, ma il pane è rumeno: altri dubbi sugli sponsor di Expo 2015?

Cosa c'entra adesso la Coop con il pane rumeno e l'Expo 2015? Lungi dal voler alimentare paure ingiustificate e lanciare accuse, è innegabile che se solo si volesse approfondire quello che ci viene messo letteralmente in tavola, molte perplessità si solleverebbero.

La Coop è ufficialmente uno degli sponsor della manifestazione Expo 2015. Il giornalista Paolo Berizzi, dalle pagine de "La Repubblica", ha portato alla luce la filiera dell'importazione degli impasti incriminati che finirebbero proprio sugli scaffali della grande distribuzione, tra cui appunto i punti vendita Coop. Addirittura il giornalista avanza l'ipotesi che i composti lavorati oltre frontiera verrebbero cotti in forni costruiti con scarti di copertoni. Dal suo sito la Coop smentisce fermamente le accuse, ma è innegabile che al giorno d'oggi tra il consumatore e il produttore tutto si riduca ad una questione di fiducia. Noi consumatori non veniamo messi nelle condizioni di sapere con esattezza dove e come è stato prodotto il cibo che ci viene venduto, ed è innegabile anche che per motivi di lucro quasi tutta la produzione di cibi che un tempo era tipicamente italiana sia stata spostata in paesi poveri dove la differenza costi ricavi, cioè il guadagno, è più elevata.

I migliori video del giorno

Ai ragazzi dell'Expo 2015 si insegna quanto è buono il pane italiano

Sotto la sigla "Il pane quotidiano" si celebra un progetto presentato all'Expo dalla scuola Salvo d'Acquisto di Monza. Un progetto lodevole che rientra nelle iniziative promosse dal ministero della salute per avvicinare i ragazzi al buon cibo italiano. Lo scopo è insegnare ai ragazzi la filiera del pane, dalla lavorazione degli ingredienti fino al prodotto finito. Il punto è che, a quanto pare, il pane della grande distribuzione non sarebbe nostrano, e del buon cibo italiano comincia a non esservi più traccia.